L’Associazione Marco Pannella di Torino dedica “quanto sta avvenendo da ieri in Medio Oriente”, con l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran, alla memoria di Enzo Francone, attivista torinese e figura storica del movimento radicale e dei diritti civili. In una nota, l’associazione ricostruisce un episodio preciso, datato 25 marzo 1979, che torna oggi come un monito: «Enzo Francone – si legge in una nota –, importante esponente del Fuori, il primo movimento gay italiano ed esponente di rilievo del Partito Radicale di Torino, il 25 marzo 1979 (47 anni fa!) si recò a Teheran e venne arrestato davanti al carcere dove venivano imprigionati gli omosessuali che il nuovo regime rivoluzionario teocratico komeinista, appena insediatosi, voleva poi eliminare con la pena di morte».
Secondo quanto riportato dall’associazione, Francone si sarebbe recato in Iran da solo per protestare e denunciare ciò che stava accadendo con l’insediamento del nuovo regime: «Era solo, fu arrestato, malmenato e rispedito in Italia. Voleva denunciare quello che il nuovo regime si accingeva a fare in Iran al grido di Rivoluzione e con il supporto di tutta la sinistra italiana e parte di quella europea». Un passaggio che, nella lettura dell’associazione, serve anche a legare la cronaca di queste ore a una storia di quarantasette anni fa: la memoria di un gesto politico, e la denuncia di un silenzio.
La nota aggiunge che, rientrato a Torino, Francone avrebbe mostrato pubblicamente i segni delle violenze subite: «Al suo rientro a Torino tenne una conferenza stampa dove mostrò i segni delle violenze subite sul suo corpo, in particolare sulle gambe». Ma, sempre secondo l’associazione, quell’allarme rimase quasi senza ascolto: «Fu quasi del tutto inascoltato, come spesso è accaduto e ancora accade verso i Radicali».
Nel testo si citano anche altri nomi legati a quella stagione di battaglie: «Con Angelo Pezzana ed Enzo Cucco si cercò per anni di denunciare la barbarie di quel regime nazi-teocratico nell’indifferenza generale, anzi, si incrementava sempre più lo scambio commerciale e il business di Stato». Infine, l’associazione ricorda la data della sua morte e l’incarico ricoperto fino alla fine nell’area radicale: «Enzo Francone ci ha lasciati 29 novembre 2009 quando era ancora attivista Radicale in qualità di tesoriere dell’Associazione Radicale Certi Diritti».
Nel post pubblicato su Facebook – che riprende e ribadisce gli stessi passaggi – l’Associazione Marco Pannella parla esplicitamente di “periodo storico” e riafferma la scelta di dedicare a Francone le ore che stiamo vivendo, riportando integralmente la ricostruzione dell’arresto a Teheran, del pestaggio, del rientro in Italia e dell’isolamento politico e mediatico denunciato dall’associazione.