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Cronaca
01 Marzo 2026 - 10:11
Studenti torinesi a Dubai per il progetto Onu: trasferiti in altri hotel, famiglie in ansia
Doveva essere un’esperienza formativa internazionale, un’occasione per confrontarsi con il mondo e simulare i lavori delle Nazioni Unite. Si è trasformata invece in una fonte di apprensione per decine di famiglie torinesi. Ci sono anche studenti minorenni di istituti scolastici del capoluogo piemontese tra i circa 200 ragazzi attualmente a Dubai per partecipare al progetto “L’ambasciatore del futuro”, iniziativa di simulazione delle assemblee Onu organizzata da Wsc Italia – World Student Connection Global Leaders.
Nelle ultime ore il gruppo è stato trasferito dall’hotel principale in cui alloggiava ad altre due strutture della città. Una decisione che, secondo quanto si apprende, sarebbe stata presa dagli organizzatori per ragioni logistiche e organizzative. I ragazzi si trovano insieme ai tutor e al direttore dell’associazione promotrice e, stando alle informazioni raccolte, sarebbero tranquilli e seguiti costantemente dagli adulti di riferimento.
Ma a migliaia di chilometri di distanza, tra Torino e provincia, la tensione cresce. Le famiglie chiedono rassicurazioni puntuali, aggiornamenti continui, certezze sui tempi di rientro. L’esperienza, pensata come un momento di crescita personale e culturale, è diventata nelle ultime ore un argomento di conversazione serrata tra genitori, scuole e organizzatori.
Il progetto “L’ambasciatore del futuro” rientra nel filone delle simulazioni diplomatiche rivolte agli studenti delle scuole superiori. Si tratta di attività formative che riproducono il funzionamento delle assemblee delle Nazioni Unite: i ragazzi, divisi in delegazioni, rappresentano diversi Paesi, discutono mozioni, affrontano temi globali come diritti umani, ambiente, cooperazione internazionale. Un percorso che punta a sviluppare capacità di negoziazione, public speaking e lavoro di squadra, oltre a una maggiore consapevolezza delle dinamiche geopolitiche.
La tappa di Dubai rappresentava uno dei momenti centrali dell’iniziativa, con incontri, sessioni di lavoro e attività culturali. Il trasferimento in altre strutture alberghiere non avrebbe compromesso il programma didattico, ma ha inevitabilmente generato interrogativi tra i genitori, soprattutto per la presenza di studenti minorenni.
Secondo quanto emerge, non si registrano criticità sul piano della sicurezza personale. I ragazzi sarebbero sereni e impegnati nelle attività previste, sempre sotto la supervisione degli accompagnatori. Tuttavia, l’episodio ha acceso un riflettore sull’organizzazione dei viaggi studio all’estero, un settore in forte espansione ma che richiede una gestione attenta di ogni dettaglio logistico e comunicativo.
Le famiglie, in particolare, chiedono trasparenza e informazioni tempestive. In questi casi, infatti, il fattore distanza amplifica ogni incertezza. Un cambio di hotel, che in condizioni ordinarie sarebbe una semplice variazione organizzativa, assume un peso diverso quando si tratta di figli lontani, in un altro continente.

Gli organizzatori hanno fatto sapere che i rientri saranno programmati nelle prossime ore sugli scali di Roma e Milano. Un passaggio che dovrebbe riportare la situazione alla normalità, anche se resta la necessità di ricostruire con chiarezza quanto accaduto e le motivazioni precise del trasferimento.
Il caso solleva anche una riflessione più ampia sul valore e sulle responsabilità connesse ai progetti internazionali per studenti. Da un lato, esperienze come queste rappresentano opportunità straordinarie di apertura culturale e crescita personale. Dall’altro, richiedono standard organizzativi elevati, soprattutto quando coinvolgono minorenni.
Negli ultimi anni, la partecipazione italiana a simulazioni Onu e programmi di leadership globale è cresciuta in modo significativo. Le scuole vedono in queste iniziative un complemento formativo importante, capace di integrare la didattica tradizionale con competenze trasversali. Ma proprio per questo la gestione logistica deve essere impeccabile, e la comunicazione con le famiglie costante.
In attesa dei rientri, Torino segue con attenzione l’evolversi della situazione. Le scuole coinvolte monitorano l’andamento del viaggio, mentre i genitori restano in contatto con i figli e con i referenti del progetto. L’auspicio è che tutto si concluda senza ulteriori imprevisti, restituendo ai ragazzi il ricordo di un’esperienza formativa e non di giorni segnati dall’incertezza.
Per ora, la priorità è riportare tutti a casa in sicurezza. Poi verrà il tempo delle valutazioni, delle spiegazioni e, se necessario, delle verifiche. Perché quando si tratta di studenti minorenni all’estero, la parola chiave resta una sola: responsabilità.
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