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Cronaca

Ex scuola Neruda, scatta l’allarme tubercolosi: scontro in Regione

Nel mirino lo stabile occupato da Askatasuna

Ex scuola Neruda, scatta l’allarme tubercolosi

Ex scuola Neruda, scatta l’allarme tubercolosi

Torna al centro del dibattito politico torinese la situazione dell’ex scuola Neruda, stabile occupato da militanti di Askatasuna, dove sarebbero stati nuovamente registrati casi di tubercolosi.

A intervenire è Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che rilancia la richiesta di sgombero dell’edificio.

« Lo avevamo già denunciato tempo fa, quando abbiamo presentato un ordine del giorno per chiedere lo sgombero dei locali. Lo ribadiamo ora a gran voce: quello stabile va liberato dai suoi occupanti. A questo punto non è solo più una questione di decoro e di rispetto delle regole, ma di salute pubblica. Non possiamo permettere che si diffonda un focolaio di tubercolosi. Allo stato attuale, ci sembra evidente che sia impossibile gestire la situazione dal punto di vista sanitario, né contenere un eventuale allargamento del contagio. Il monitoraggio della salute pubblica non può certamente essere demandato agli antagonisti di Askatasuna », afferma.

La questione, secondo l’esponente di FdI, non riguarderebbe più soltanto il tema dell’occupazione abusiva, ma assumerebbe una dimensione sanitaria.

La presenza di nuovi casi di tubercolosi nello stabile riaccende infatti il confronto tra istituzioni e realtà occupanti. L’ex scuola Neruda è da tempo oggetto di discussione politica, con richieste di intervento già avanzate in passato.

Binzoni richiama anche un precedente ordine del giorno presentato in Consiglio regionale per sollecitare lo sgombero dei locali. L’attenzione, ora, viene posta sulla necessità di evitare possibili rischi per la salute pubblica.

Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali sulla gestione sanitaria dei casi segnalati.

Il tema torna dunque sul tavolo politico, intrecciando sicurezza, salute pubblica e gestione degli immobili occupati.

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