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Cronaca

“Voglio vederla impiccata”: a processo nel Cuneese per stalking e controllo ossessivo dell’ex

Contestati maltrattamenti e interferenze nella vita privata

“Voglio vederla impiccata”

“Voglio vederla impiccata”: a processo nel Cuneese per stalking e controllo ossessivo dell’ex (foto di repertorio)

La relazione era iniziata su Facebook, a distanza. Si è conclusa in un’aula di tribunale.

Un uomo residente nel Cuneese è a processo con accuse pesanti: maltrattamenti, stalking, interferenze illecite nella vita privata e accesso abusivo a sistema informatico. A denunciarlo è l’ex convivente, una quarantenne residente in Veneto, con la quale aveva vissuto per un paio di mesi a Caraglio.

In aula, la donna ha ricostruito un rapporto segnato da controllo e gelosia. « Era ossessionato dalla gelosia », ha raccontato al giudice. Secondo la sua versione, l’uomo avrebbe iniziato a prenderle il telefono durante la notte, installando un sistema che permetteva di duplicare sul proprio cellulare i messaggi ricevuti da lei.

La scoperta sarebbe avvenuta per caso. In un’occasione, l’uomo le avrebbe mostrato la sequenza di messaggi che la donna aveva scambiato con un amico, dimostrando di avere accesso alle sue conversazioni private. In seguito, avrebbe scoperto anche di essere stata registrata durante alcune conversazioni in casa.

Il controllo, secondo quanto riferito in aula, non si sarebbe limitato alla sfera digitale. L’imputato le avrebbe sequestrato il cellulare, le chiavi dell’abitazione e quelle dell’auto in più occasioni. Non solo: avrebbe rotto il telefonino e la scheda sim per imporle «quali numeri tenere e quali no».

La decisione di interrompere la convivenza sarebbe maturata dopo un episodio violento. La reazione dell’uomo, stando alla testimonianza della donna, sarebbe stata caratterizzata da minacce gravi. In particolare, riferendosi allo zio di lei, avrebbe detto: « Voglio vederla che muore impiccata mentre mi fumo una sigaretta ».

La relazione, secondo il racconto della persona offesa, presentava segnali di controllo già prima della convivenza in Piemonte. L’uomo le avrebbe imposto, tra le altre cose, di lasciare anticipatamente il lavoro per trasferirsi nel Cuneese. « Pensavo che a Caraglio questa gelosia si sarebbe arrestata, invece non si è mai fermata », ha spiegato davanti al giudice.

Il procedimento è in corso e sarà il tribunale a valutare la fondatezza delle accuse.

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