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Cronaca

Rivara sotto choc per la morte di Alessandro, 7 anni: la Procura apre un’inchiesta dopo l’intervento chirurgico

Il bambino, affetto da una rara patologia genetica, era stato operato alle adenoidi pochi giorni prima al Regina Margherita. Autopsia affidata a un collegio di specialisti

Rivara sotto choc

Rivara sotto choc per la morte di Alessandro, 7 anni: la Procura apre un’inchiesta dopo l’intervento chirurgico

Una stella in più nel cielo, dice il necrologio. Ma a Rivara il cielo, da quella notte tra l’11 e il 12 febbraio, sembra più buio che mai. Alessandro Cardi, per tutti semplicemente Ale, aveva sette anni. È morto nel sonno, a pochi giorni da un intervento chirurgico eseguito all’ospedale Regina Margherita di Torino. Una fine improvvisa, che ha lasciato sgomenta un’intera comunità.

Per fare chiarezza su quanto accaduto, la Procura di Ivrea ha aperto un fascicolo. Un atto dovuto, spiegano fonti giudiziarie, con carattere esclusivamente conoscitivo: al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato. Ma la vicinanza temporale tra l’operazione e il decesso impone verifiche puntuali.

Alessandro era affetto fin dalla nascita da una grave patologia genetica rara. Nonostante le difficoltà, era un bambino circondato dall’affetto della famiglia e conosciuto in paese per il suo sorriso. Il 4 febbraio era stato sottoposto a un intervento per la rimozione delle adenoidi. L’operazione, secondo quanto ricostruito, si era conclusa regolarmente. Poi, pochi giorni dopo, la tragedia.

L’inchiesta punta a ricostruire con precisione medico-legale la sequenza degli eventi. L’autopsia è stata affidata a un collegio peritale composto da specialisti, compresi esperti della malattia di cui soffriva il bambino. Una consulenza tecnica dovrà stabilire le cause del decesso e chiarire se esista un nesso tra l’intervento chirurgico e la morte o se si tratti di circostanze indipendenti.

Il coordinamento dell’attività è affidato al procuratore capo di Ivrea, Gabriella Viglione. Gli esiti degli accertamenti verranno trasmessi ai magistrati per le valutazioni di competenza. È una procedura che, in casi come questo, serve a fugare ogni dubbio, a dare risposte alla famiglia e a ricostruire con rigore scientifico quanto accaduto.

Intanto Rivara si è stretta attorno ai genitori, Alfredo e Daniela, al fratello Francesco, ai nonni Franco e Marina, ai parenti. Il sindaco Maurizio Giacoletto ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale, mentre il parroco don Stefano, durante un momento di preghiera, ha affidato alla fede il ricordo del piccolo: «Ale ora è diventato un angelo».

La camera ardente sarà allestita presso la Casa Funeraria Pavese a Valperga. I funerali si terranno lunedì 23 febbraio alle 11.30 nella chiesa parrocchiale di Rivara. Domenica sera, alle 20, la comunità si ritroverà per il rosario.

Resta il dolore, difficile da contenere in parole. E resta l’attesa degli esiti tecnici che dovranno spiegare ciò che oggi appare inspiegabile. In un paese di poco più di tremila abitanti, la scomparsa di un bambino non è solo una notizia di cronaca. È una ferita collettiva.

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