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Lutto

Addio a Maria Carmela Ricci, 113 anni: la più longeva del Piemonte e seconda in Italia

La più longeva del Piemonte, originaria di San Bartolomeo in Galdo, si è spenta a Galliate a 113 anni

Addio a Maria Carmela Ricci, 113 anni: la più longeva del Piemonte e seconda in Italia

Addio a Maria Carmela Ricci, 113 anni: la più longeva del Piemonte e seconda in Italia

Novara dice addio a una delle sue figure più straordinarie e, allo stesso tempo, più riservate. Maria Carmela Ricci, 113 anni e 307 giorni, è morta il 17 febbraio 2026 all’ospedale di Galliate. Con lei scompare non solo la persona più anziana del Piemonte, ma una vera memoria vivente del Novecento, capace di attraversare guerre, ricostruzioni, trasformazioni sociali e rivoluzioni tecnologiche senza mai perdere il tratto che l’ha contraddistinta: la discrezione.

Nata il 16 aprile 1912 a San Bartolomeo in Galdo, in Campania, figlia di Angelantonio, fu battezzata pochi giorni dopo, il 28 aprile, con madrina Rosa Bimonte di Generoso. Un dettaglio anagrafico che oggi suona come un frammento lontanissimo nel tempo, quasi appartenente a un’altra epoca della storia italiana. E in effetti Maria Carmela ha attraversato tre secoli: nata nel secondo decennio del Novecento, ha vissuto pienamente il Duemila, fino a diventare un riferimento statistico nazionale e internazionale.

Nel corso della sua lunga vita si trasferì a Novara, città che scelse come casa e dove ha vissuto a lungo insieme alla figlia. Non cercò mai visibilità. Anche dopo aver superato il traguardo dei 100 anni, preferì non partecipare alle celebrazioni organizzate in suo onore. Non per distanza dalla comunità, ma per fedeltà a uno stile di vita improntato alla sobrietà. Nessuna passerella, nessuna intervista pubblica, nessuna esposizione mediatica. Una scelta coerente con un’esistenza vissuta senza clamore.

Il 14 novembre 2021 il suo nome entrò nelle cronache regionali: divenne la persona più longeva conosciuta del Piemonte, raccogliendo simbolicamente il testimone da Gaudenzio Nobili, scomparso a 109 anni. Un primato che consolidò nell’aprile 2022, quando spense 110 candeline, entrando ufficialmente nel ristretto gruppo dei supercentenari.

Ma la sua longevità non fu soltanto un numero. Fino a età molto avanzata mantenne una sorprendente autonomia. Camminava ancora per la città, conservando abitudini semplici e un ritmo di vita regolare. Anche al compimento dei 113 anni, secondo chi le è stato vicino, conservava una lucidità e una vitalità che stupivano.

Al momento della morte risultava la decima persona più anziana al mondo con età certificata e la seconda in Italia. Un primato che racconta l’eccezionalità della sua parabola biografica, ma che non esaurisce il significato della sua storia. Dietro il dato anagrafico c’è un’esistenza attraversata da eventi epocali: due guerre mondiali, il fascismo, la nascita della Repubblica, il boom economico, la globalizzazione, l’era digitale.

Il suo stato di salute ha iniziato a peggiorare il 31 gennaio 2026, in seguito a una caduta. Da quel momento le condizioni si sono progressivamente aggravate. Il 17 febbraio, all’ospedale di Galliate, il suo cammino si è concluso. Un epilogo composto, come composta è stata la sua vita.

La figura di Maria Carmela Ricci si inserisce in un fenomeno più ampio che riguarda l’aumento della longevità in Italia. Il nostro Paese è tra quelli con la più alta aspettativa di vita al mondo, e il numero di ultracentenari è cresciuto in modo significativo negli ultimi decenni. Tuttavia, superare i 110 anni resta un evento rarissimo, frutto di una combinazione di fattori genetici, stile di vita, assistenza sanitaria e condizioni ambientali.

Nel caso di Maria Carmela, chi l’ha conosciuta parla di una quotidianità fatta di misura, alimentazione semplice e relazioni familiari solide. Nessuna ricetta miracolosa, ma una costanza silenziosa. Un modo di vivere lontano dagli eccessi, che ha accompagnato un fisico e una mente capaci di resistere al tempo.

La sua scomparsa segna anche un passaggio simbolico. Con lei, il titolo di persona più longeva del Piemonte passa a Barbara Isabella Quenda. Un cambio di testimone che richiama l’attenzione non tanto sulla competizione anagrafica, quanto sulla capacità delle comunità di custodire e accompagnare le proprie persone più anziane.

Maria Carmela non è stata una figura pubblica nel senso tradizionale del termine. Non ha ricoperto incarichi istituzionali, non ha cercato ribalte. Eppure la sua vita rappresenta un patrimonio collettivo. Ogni anno in più vissuto è stato un capitolo di storia attraversato in prima persona.

Novara perde così una presenza discreta ma simbolica. Nelle strade che ha percorso fino a tarda età, nelle case in cui ha vissuto, resta il ricordo di una donna che ha fatto della sobrietà la propria cifra. In un’epoca dominata dall’esposizione continua, la sua scelta di restare lontana dai riflettori suona come una lezione silenziosa.

Il conteggio finale si ferma a 113 anni e 307 giorni. Un numero che impressiona, ma che soprattutto invita a riflettere sul valore del tempo lungo, della continuità, della memoria. Maria Carmela Ricci ha attraversato un secolo intero e oltre senza mai smettere di essere fedele a se stessa. Novara la saluta come si salutano le figure che hanno fatto parte del paesaggio umano di una città: con rispetto, gratitudine e la consapevolezza di aver custodito, per oltre un secolo, un pezzo di storia vivente.

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