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Musei Reali di Torino, il 2026 tra grandi ritorni, cantieri conclusi e nuove mostre internazionali

Leonardo “riposa”, spazio a Margherita di Savoia, al volto delle donne e alla retrospettiva di Jessica Lange

Musei Reali di Torino, il 2026 tra grandi ritorni, cantieri conclusi e nuove mostre internazionali

Musei Reali di Torino, il 2026 tra grandi ritorni, cantieri conclusi e nuove mostre internazionali

Un anno di consolidamento, rilancio e apertura internazionale. I Musei Reali di Torino presentano il programma 2026 e scelgono una linea chiara: meno eventi “blockbuster”, più valorizzazione delle collezioni, dei cantieri conclusi e degli spazi simbolo che tornano protagonisti. Il piano è stato illustrato nel Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale dalla direttrice Paola D’Agostino, in carica dall’1 ottobre 2025, insieme al suo staff.

Il messaggio è netto: il 2026 sarà un anno di lavoro strutturale e identitario. Le grandi mostre di richiamo internazionale sono già in cantiere, ma arriveranno dal 2027 e saranno annunciate a fine anno. Intanto, l’attenzione si concentra su progetti di lungo periodo, restauri strategici e percorsi tematici capaci di raccontare il patrimonio dei Musei Reali in modo più approfondito.

Tra le novità più attese c’è la riapertura delle Serre Reali. I lavori sono conclusi; manca soltanto l’affidamento per allestimenti e contenuti. L’apertura dovrebbe avvenire entro l’anno, come previsto. Un tassello importante nel percorso di valorizzazione dell’intero complesso museale.

Parallelamente si chiudono cantieri considerati cruciali: la Corte d’Onore e i depositi dell’Armeria Reale tornano al centro del progetto culturale. L’obiettivo è duplice: tutela del patrimonio architettonico e migliore fruizione per il pubblico.

Sul fronte espositivo, il 2026 non sarà l’anno dell’Autoritratto di Leonardo, che dopo l’esposizione del 2024 “riposa” per scelta conservativa. Tuttavia, la presenza leonardiana non scompare. Dal 20 marzo al 28 giugno torna l’appuntamento “A tu per tu con Leonardo da Vinci”, con l’esposizione del disegno autografo Tre vedute di testa virile con barba, conservato nella Biblioteca Reale di Torino. A curare l’iniziativa gli storici dell’arte Simone Facchinetti e Arturo Galansino.

Il 21 maggio si aprono due percorsi paralleli destinati a restare visitabili fino al 6 gennaio 2027. Il primo è la mostra dossier “Margherita, prima Regina d’Italia. Storia, cultura e stile tra Biblioteca e Palazzo Reale”, che celebra il centenario della morte di Margherita di Savoia attraverso volumi, documenti e fotografie inedite custodite in Biblioteca Reale. Un racconto che intreccia politica, costume e costruzione dell’immagine pubblica della prima regina del Regno d’Italia.

Nello stesso periodo, il Medagliere Reale ospita “Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia”, curata da Elisa Panero con Patrizia Petitti e Daniela Speranza. Un percorso tematico dedicato alla rappresentazione e al ruolo femminile nella storia, costruito attraverso oggetti e materiali delle collezioni.

L’autunno porterà invece una proposta di respiro internazionale. A ottobre, nelle Sale Chiablese, è in programma la retrospettiva “Still Image. Fotografie di Jessica Lange”. L’attrice americana – premio Oscar – sarà presente con un corpus fotografico in gran parte inedito in Italia. Un progetto che amplia l’orizzonte dei Musei Reali verso linguaggi contemporanei, senza rinunciare al dialogo con la tradizione.

Accanto alle mostre, il 2026 sarà segnato da iniziative e collaborazioni all’estero, con progetti in Parigi, Bruxelles e Vienna, a conferma della volontà di rafforzare il profilo internazionale dell’istituzione torinese.

«È un programma molto complesso che punta alla riscoperta delle collezioni e degli ambienti dei Musei Reali che hanno tutto per tutti i pubblici e devono diventare sempre più identitari a livello nazionale e internazionale» ha spiegato la direttrice Paola D’Agostino.

Sul piano economico, il quadro resta articolato. Parlare di un budget unico per il 2026 è difficile perché molti finanziamenti sono pluriennali. Per alcuni progetti è previsto il ricorso al fundraising, mentre i fondi di funzionamento per l’anno ammontano a circa 2 milioni di euro.

Il 2026, dunque, non sarà un anno di fuochi d’artificio mediatici, ma di consolidamento strategico. Meno effetto sorpresa, più profondità. Meno evento isolato, più costruzione di identità. Con le Serre pronte ad aprire e con un calendario che intreccia storia, fotografia e memoria nazionale, i Musei Reali scelgono di lavorare sulla sostanza, preparando il terreno alle grandi operazioni del futuro.

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