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Cronaca
18 Febbraio 2026 - 12:58
Avaria a Caselle blocca l’équipe trapianti, l’elisoccorso decolla e salva la missione: 30 minuti per evitare il fallimento
Non è la prima volta che accade. E ogni volta è una corsa contro il tempo. I trapianti non conoscono pause, ma devono fare i conti con maltempo, guasti tecnici, ritardi imprevisti. Questa mattina, all’aeroporto di Torino-Caselle, un’avaria ha rischiato di compromettere il rientro di un’équipe di trapianto di fegato proveniente da Roma, giunta in Piemonte per un prelievo d’organi.
Il velivolo che avrebbe dovuto riportare i medici nella Capitale non ha potuto decollare per un problema tecnico improvviso. Una situazione critica, perché nella rete trapianti il tempo è un fattore determinante. Ogni ritardo può avere conseguenze dirette sulla riuscita dell’intervento successivo.
Scattato l’allarme, la Centrale Operativa 118 di Torino, in collaborazione con il Nucleo Gestione Elicotteri, ha attivato immediatamente una riorganizzazione logistica straordinaria. È stato mobilitato il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero.
L’elicottero è decollato dalla base di Torino-Aeritalia e ha raggiunto rapidamente lo scalo di Caselle. L’équipe trapiantologica è stata imbarcata e trasferita in circa 30 minuti all’aeroporto di Milano-Linate, dove ad attenderla c’era un volo diretto a Roma. La missione è così potuta proseguire senza ulteriori intoppi.
Una sequenza di decisioni rapide, coordinate tra torre di controllo, centrale operativa, base elicotteri e aeroporto lombardo. Un’operazione che dimostra come la rete dei trapianti non sia solo una questione medica, ma anche organizzativa e logistica.
Non è la prima volta che un imprevisto mette alla prova il sistema. In passato maltempo o problemi tecnici hanno costretto a soluzioni alternative. Ma ogni episodio conferma la capacità di risposta di una macchina complessa che coinvolge ospedali, centrali operative, personale aeronautico e istituzioni.
«Il coordinamento e la tempestività tra le realtà coinvolte sono elementi decisivi per garantire continuità operativa di una macchina complessa anche in situazioni impreviste», viene sottolineato dagli operatori del settore. Una rete fortemente sinergica, costruita per salvare vite, che poggia su professionalità e su un elemento imprescindibile: la generosità dei donatori e delle loro famiglie.

I numeri raccontano la dimensione del servizio. Nel 2025 l’Elisoccorso Piemonte ha effettuato 3.269 interventi, impiegando 68 infermieri e 60 medici anestesisti-rianimatori ed esperti dell’emergenza-urgenza, affiancati dal personale tecnico, dalle Unità Cinofile da Valanga e dal personale aeronautico. Dal punto di vista clinico, il 43% degli interventi ha riguardato codici rossi e il 45% codici gialli. Le patologie trattate sono state soprattutto traumatiche (60%), seguite da quelle cardiocircolatorie (11%) e neurologiche (10%). Dati che confermano il ruolo centrale dell’elisoccorso nelle cosiddette reti tempo-dipendenti.
Le basi di Torino, Cuneo, Borgosesia e Alessandria garantiscono una copertura capillare del territorio, con oltre 2.800 ore di volo complessive nell’ultimo anno. La sola base di Torino ha effettuato 1.123 interventi, di cui 300 in modalità notturna, grazie all’utilizzo della tecnologia NVG — visori notturni che consentono atterraggi fuori campo anche al buio — e a una rete di 260 siti di atterraggio notturno distribuiti soprattutto nelle aree montane e più lontane dagli ospedali. Una rete realizzata con il contributo degli enti locali, che hanno messo a disposizione aree idonee all’operatività h24.
Il sistema non si ferma ai confini regionali. Nel 2025 sono state 65 le missioni fuori Regione effettuate dagli elicotteri piemontesi, in prevalenza verso Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, mentre 73 interventi in Piemonte sono stati svolti da elicotteri provenienti da altre Regioni. Tra le attività speciali rientra proprio il trasporto delle équipe per il prelievo di organi, a conferma della versatilità del servizio.
Sul fronte tecnologico, negli ultimi mesi sono stati introdotti nuovi presidi sanitari a bordo: il materassino a depressione per la gestione del paziente traumatizzato, sonde ecografiche portatili per migliorare il triage e la stabilizzazione sul luogo dell’intervento, e un nuovo kit ARTVA per la ricerca di persone sepolte da valanga.
Proseguono anche gli sviluppi infrastrutturali. Sono in fase di realizzazione nove nuove elisuperfici, diurne e notturne, a servizio di ospedali che ne erano sprovvisti. Intanto continua la collaborazione con la Direzione Regionale Sanità per la progettazione dei nuovi ospedali, con attenzione alle esigenze operative dell’elisoccorso. Prioritario l’adeguamento delle basi di Torino-Collegno Aeritalia e Cuneo-Levaldigi, per le quali sono già stati elaborati progetti preliminari in collaborazione con il Distretto per l’Aerospazio e con la società GEAC, gestore dello scalo cuneese.
L’episodio di questa mattina a Caselle dimostra quanto la catena dei trapianti sia delicata e quanto sia necessario un sistema capace di reagire in tempo reale. Un guasto tecnico ha fermato un aereo, ma non la rete. In trenta minuti l’emergenza è stata trasformata in soluzione. E una missione vitale ha potuto continuare il suo percorso.
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