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Cronaca
16 Febbraio 2026 - 16:24
Sgarbi assolto a Reggio Emilia per il quadro di Manetti: cade l’accusa di riciclaggio (immagine di repertorio)
Vittorio Sgarbi è stato assolto dal Tribunale di Reggio Emilia dall’accusa di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta sul dipinto di Rutilio Manetti intitolato “La cattura di San Pietro”. La decisione è arrivata al termine del rito abbreviato: il giudice per l’udienza preliminare ha pronunciato l’assoluzione con la formula della vecchia insufficienza di prove.
La Procura reggiana, guidata dal procuratore Gaetano Calogero Paci, aveva chiesto per il critico d’arte una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.
L’indagine era partita dalla Procura di Macerata, dove Sgarbi ha il domicilio a San Severino Marche, città di cui è stato sindaco, per poi essere trasferita a Reggio Emilia. Al centro del fascicolo, aperto anche a seguito di inchieste giornalistiche di Report e Il Fatto Quotidiano, le dichiarazioni del pittore reggiano Lino Frongia, che aveva riferito agli investigatori e alle telecamere di aver aggiunto una fiammella sul dipinto su incarico dello stesso Sgarbi.
Secondo l’impianto accusatorio, l’opera sarebbe stata rubata nel febbraio 2013 dal castello di Buriasco, nel Torinese, per poi riapparire nel 2021 come inedito di Manetti, esposto a Lucca nella mostra “I pittori della luce”, curata da Sgarbi e indicata come di sua proprietà. Le indagini erano state condotte dai carabinieri della Tutela del patrimonio culturale di Roma, che avevano ricostruito anche la realizzazione di una riproduzione 3D in un laboratorio grafico di Correggio.
Sgarbi era rimasto imputato soltanto per riciclaggio: le contestazioni relative alla contraffazione di beni culturali e all’autoriciclaggio di beni culturali erano state archiviate in precedenza.
Con la sentenza di assoluzione si chiude, almeno in primo grado, uno dei capitoli giudiziari più discussi che hanno coinvolto il critico d’arte negli ultimi anni.

"La cattura di San Pietro" di Manetti
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