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Cronaca

Rifiuti e tensioni in via Monteverdi, il tratto tra Regio Parco e via Sempione torna discarica abusiva

Nel tratto di Regio Parco tra via Sempione e Monteverdi nuovi sversamenti, opposizione all’attacco sulla mancanza di controlli

Non è una periferia sudamericana ma Torino: via Monteverdi ripiomba nel degrado tra rifiuti abbandonati e rabbia dei residenti

Non è una periferia sudamericana ma Torino: via Monteverdi ripiomba nel degrado tra rifiuti abbandonati e rabbia dei residenti

Cumuli di rifiuti accatastati ai bordi della strada, cassette di frutta e verdura rovesciate sull’asfalto, sacchi neri abbandonati accanto ai marciapiedi. In via Monteverdi, nel quartiere Regio Parco, nel tratto compreso tra via Sempione e la stessa Monteverdi, la scena si ripete. Un angolo di città che ciclicamente si trasforma in una discarica a cielo aperto.

La denuncia arriva dal capogruppo di Fratelli d’Italia, che parla di una situazione ormai cronica. Secondo quanto riferito, negli ultimi giorni qualcuno avrebbe scaricato rifiuti direttamente da un’auto, lasciando sul posto materiali di ogni genere. Tra questi, anche scarti ortofrutticoli abbandonati lungo la carreggiata.

Nel racconto emerge anche un episodio di tensione. Il capogruppo sostiene di aver assistito allo sversamento di merce da parte di due uomini, descritti come di origine magrebina, che – dopo essere stati richiamati – avrebbero reagito con insulti. Parole pesanti, rivolte contro chi contestava il gesto. Un confronto verbale che ha ulteriormente acceso il clima in una zona dove i residenti parlano da tempo di degrado e mancanza di controlli.

Le fotografie della spazzatura sono state inviate al presidente di circoscrizione con la richiesta di un intervento rapido per la rimozione dei rifiuti. Ma il nodo, secondo l’opposizione, resta quello della prevenzione. Più volte – viene ricordato – sarebbe stata avanzata al Comune di Torino la proposta di installare una telecamera di sorveglianza per identificare i responsabili degli abbandoni. Una richiesta che, finora, non avrebbe trovato riscontro.

Il tema delle discariche abusive non è nuovo in città. In diverse periferie torinesi il fenomeno si ripresenta con regolarità: materassi, mobili, sacchi di immondizia, materiali edili, spesso scaricati in orari serali o notturni per evitare controlli. In alcuni casi, gli autori vengono individuati grazie alle immagini delle videocamere o ai documenti rinvenuti tra i rifiuti. In altri, resta solo la bonifica a carico della collettività.

A Regio Parco, i residenti parlano di un senso di abbandono. Il timore è che l’assenza di presidi fissi favorisca comportamenti incivili. Il quartiere, stretto tra aree industriali dismesse e zone residenziali, è già alle prese con problemi di manutenzione urbana. L’ennesimo accumulo di rifiuti diventa così simbolo di una fragilità più ampia.

Dal fronte politico, l’accusa è diretta: la sicurezza urbana e il contrasto agli sversamenti non sarebbero considerati una priorità dall’amministrazione. La richiesta è quella di strumenti concreti per identificare e sanzionare chi trasforma la strada in un punto di scarico illegale.

Resta, intanto, l’immagine di un tratto di via che torna periodicamente a riempirsi di immondizia. Un problema che va oltre il singolo episodio e che riporta al centro la questione del controllo del territorio, del rispetto delle regole e della convivenza civile in una città che fatica a liberarsi dalle sue micro-emergenze quotidiane.

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