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"Non tagliate quegli alberi!": i cittadini scrivono alla Città Metropolitana di Torino

Il posto è sbagliato perché è parte del sito dove potrebbe venire realizzato il bacino di laminazione Ponchia/Allara se la Regione ne approverà il progetto

"Non tagliate quegli alberi!": i cittadini scrivono alla Città Metropolitana di Torino

"Non tagliate quegli alberi!": i cittadini scrivono alla Città Metropolitana di Torino

Un gruppo di cittadini, alcuni appartenenti ad associazioni ambientaliste ed altri no, hanno scritto una lettera PEC a Città Metropolitana di Torino. Chiedono che l’ex Provincia non abbatta né sposti gli alberi piantumati nel posto “sbagliato”.

Sono gli alberi alloggiati a fine gennaio nella particella 53 del Foglio del Catasto terreni numero 8.

Il posto è sbagliato perché è parte del sito dove potrebbe venire realizzato il bacino di laminazione Ponchia/Allara se la Regione ne approverà il progetto.

I cittadini si appellano a Città Metropolitana perché è questo ente ad avere fatto piantumare gli alberi nell’ambito del PNRR e a seguito di una convenzione col Comune sottoscritta nell’autunno di due anni fa. I cittadini chiedono di non spostare gli alberi perché “la natura non può soffrire per l’imperizia di chi nel settembre 2023 vi ha dato una indicazione imprecisa”. L’indicazione imprecisa è quella che il 29 settembre 2023 il sindaco Giovanni Ponchia fornì a Città Metropolitana. Il sindaco vi elencava i fogli e le particelle che il Comune metteva a disposizione di CMTO per la piantumazione. Ma una delle particelle era così indicata: “F.8 part. 53 SOLO IN PARTE”.

Quale parte? Ponchia non specificava.

Ecco perché i cittadini firmatari scrivono di “indicazione imprecisa”, che potrebbe avere contribuito all’errore che, ripetuto fino ad oggi nell’interlocuzione fra CMTO e nuova amministrazione Careri, potrebbe avere indotto tutti quanti alla fine a sbagliare il posto. I cittadini precisano: “A nostro avviso il terreno in questione è adatto alla piantumazione, tranne che nella parte dove c’è già una zona boschiva, come sarà risultato in tutta evidenza agli addetti agronomi”. CMTO risponderà e che cosa?

Appena si sono accorti della piantumazione sbagliata, l’ex sindaco ingegner Giovanni Ponchia e il consigliere professor Claudio Schifanella hanno chiesto la convocazione urgente della “Commissione speciale bacino di laminazione”. Ponchia teme che quegli alberi possano compromettere o almeno rallentare la realizzazione del bacino. Sarebbe il secondo ostacolo insorto di recente, dopo la pubblicazione delle osservazioni dello storico Comitato di Difesa Ambientale, il quale ipotizza la presenza di discariche abusive, create circa 50 anni fa, sempre nella zona destinata al bacino di laminazione.

La Commissione Speciale si è riunita martedì pomeriggio 10 febbraio. Ne fanno parte, oltre a Ponchia e Schifanella per la minoranza, il sindaco dottor Careri, l’assessore Romina Merlo e il consigliere Stefano Pellegrino per la maggioranza.

Nel corso della commissione il sindaco Careri avrebbe assicurato che farà tutto quanto sarà possibile per rimuovere qualsiasi ostacolo si frapponga ingiustamente alla eventuale realizzazione del bacino, rassicurando in questo modo sia Ponchia sia la società Allara. La riunione è stata registrata, e speriamo che la registrazione venga pubblicata, a mo’ di verbale, o di supporto al verbale.

La sera stessa del 10 febbraio, appena finita la riunione della commissione speciale, il sindaco Careri ha pubblicato una dichiarazione nella pagina facebook “Montanaro Comune informa”, e inviata o ripresa da “Sei di Montanaro se…”. Come nella commissione, il sindaco vi prometteva di fare tutto ciò che è in suo potere per rimuovere gli ostacoli che, come quegli alberi, potrebbero frapporsi alla realizzazione dell’eventuale bacino di laminazione.

Era la sera di martedì 10 febbraio, non ho avuto tempo per salvarla, e il mattino seguente la comunicazione è scomparsa. Può darsi che il sindaco e i suoi assessori l’abbiano ritirata per avere più agio per perfezionarla. Oppure per pubblicarla in modo ufficiale nell’albo pretorio. Vedremo.

LE PRESUNTE DISCARICHE ABUSIVE

Abbiamo accennato all’altro fattore che potrebbe frenare la realizzazione del bacino di laminazione. A fine anno il Comitati di Difesa Ambientale ha inviato le proprie “osservazioni” al progetto del bacino alla Regione, i cui tecnici lo stanno valutando. Le osservazioni allegano la relazione di un geologo che ipotizza la presenza di discariche abusive, risalenti a qualche decennio fa, proprio in una porzione del territorio destinato al bacino di laminazione. Per conoscenza e correttezza il Comitato ha inviato osservazioni e relazione del geologo anche al Comune.
Così, comprensibilmente preoccupato, il sindaco Careri ha immediato avvisato ARPA, SMAT e ASL. Lo annuncia il sindaco stesso in un comunicato del 28 gennaio, tuttora leggibile in “Montanaro Comune informa”. Ma il sindaco vi scrive anche di non avere “ricevuto [suppongo da ARPA, SMAT e ASL] a oggi riscontri oggettivi a conferma di quanto sostenuto dal professionista”. E data la delicatezza della questione per la salute pubblica “il Sindaco ha formalmente richiesto al tecnico [il geologo del Comitato di Difesa Ambientale] di produrre ulteriore documentazione tecnica e prove certe a supporto della propria tesi entro e non oltre 20 giorni”.
Devo dire che la rapidità con la quale i tre enti avrebbero subito escluso la presenza delle presunte discariche mi ha sorpreso. Di solito verifiche del genere richiedono tempo. Ho potuto constatare l’estremo scrupolo con il quale ARPA monitorava le discariche di Chivasso. Per questo ho chiesto chiarimenti ad ARPA e ad ASL e sono in attesa della risposta.

ALTRE SORPRESE METTONO A RISCHIO IL PROGETTO BACINO?

I 20 giorni sono quasi trascorsi e il geologo si appresta a consegnare al Comune una integrazione della sua relazione. Nel frattempo però sono avvenuti due fatti che potrebbero essere utili, forse e ripeto ancora forse, anche al Comune per comprendere se le discariche abusive ci sono o non ci sono.
Primo: circola in paese una lettera che la Provincia di Torino inviò nel 1998 al Comune di Montanaro. Vi si parla della necessità di bonificare delle discariche presenti nel territorio montanare, anche se non si comprende dove si troverebbero. Dunque a Montanaro ci sono altre discariche da bonificare? E si trovano oppure no nei pressi dell’area destinata al bacino?
Secondo: anziani cittadini montanaresi si sarebbero recati nei giorni scorsi in Comune dal sindaco Careri – era presente anche l’assessore Merlo - e gli hanno avrebbero riferito di avere assistito, nel lontano 1975, allo sversamento di rifiuti in uno o due buchi scavati allo scopo. Ma dei quali non vi sarebbe traccia negli archivi del Comune: dunque sarebbero discariche non autorizzate, abusive.
Che farà il Comune? Che si fidi o no delle dichiarazioni di questi cittadini, dovrà nuovamente chiedere alle agenzie e aziende pubbliche competenti, come ARPA e ASL, ulteriori controlli? Abbiamo anche noi chiesto delucidazioni a questi due enti, e siamo in attesa di risposta.
In ogni caso, di fronte alle dichiarazioni rese dai citati anziani montanaresi, immagino che sindaco e assessore abbiano immediatamente, senza alcun indugio, inoltrato l’informazione alle autorità competenti, fra le quali in questo caso potrebbe anche esservi l’autorità giudiziaria, oltre che ARPA e ASL. E suppongo che ne daranno pubblica informazione con una eventuale delibera di giunta. Agendo allo stesso modo in cui hanno agito di fronte alla relazione del geologo, quando hanno subito informato ARPA e ASL e riferito tutto quanto con una delibera di giunta.

IL FUTURO DELLA GIUNTA CARERI

Intanto, tutto ciò che stiamo raccontando potrebbe aggravare le tensioni esistenti nella maggioranza. Il sindaco Careri ha appena tolto le deleghe da vicesindaco e da assessore ad Arcangelo Gallon, uno dei membri più esperti della giunta. Qualche mese fa aveva tolto la delega di assessore all’ambiente a Stefano Pellegrino. Può reggere una giunta rimasta con due soli assessori effettivi e nella quale il carico di lavoro che svolgevano i due assessori dimissionati grava sul sindaco? Oltretutto, e inevitabilmente, Gallon, Pellegrino e Rastaldo potrebbero sentirsi emarginati e far parte a sé. Per disciplina di maggioranza continueranno a votare a favore dei provvedimenti proposti dal sindaco. Ma di fronte a questioni che essi ritengono importanti, manterrebbero la disciplina di maggioranza o sarebbero tentati di votare contro, mettendo in crisi la maggioranza?
In tale situazione ci possiamo attendere colpi di scena? Un sindaco rimasto con una maggioranza traballante, cosa può fare? Può tirare a campare lo stesso cercando di rimanere a galla. Può prendere la scelta grave di dimettersi, mandando il paese a nuove elezioni e aprendo la strada alla rivincita di Ponchia. Oppure, ma qui entriamo nella fantascienza, potrebbe imbarcare qualcuno della maggioranza guidata da Ponchia per sostituire, in consiglio e in giunta, i tre consiglieri inaffidabili? Vedremo Ponchia nominato vicesindaco e il suo fedelissimo Schifanella assessore a qualcosa? Certo, fantascienza. Io non ci credo. Ma in politica tutto è possibile.

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