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Cronaca

Ubriaca in questura pretende 200 euro e minaccia di morte un amico: arrestata per tentata estorsione

Donna di 42 anni fermata dalla polizia a Vercelli dopo minacce reiterate a un 68enne con cui aveva un rapporto di amicizia

Ubriaca in questura pretende 200 euro

Ubriaca in questura pretende 200 euro e minaccia di morte un amico: arrestata per tentata estorsione

Si è presentata direttamente in questura, in stato di ebbrezza, convinta di dover riscuotere un presunto credito. Ma la scena si è trasformata rapidamente in un episodio di minacce e pressioni che ha portato all’arresto. Protagonista una donna di 42 anni, fermata dalla Polizia di Stato a Vercelli con l’accusa di tentata estorsione.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, la donna pretendeva la restituzione di 200 euro da parte di un uomo di 68 anni, residente in città, che avrebbe più volte minacciato di morte qualora non avesse consegnato il denaro. Le intimidazioni sarebbero state ripetute, con toni sempre più aggressivi.

A chiarire il quadro è stato proprio l’arrivo in questura del presunto debitore. L’uomo ha raccontato agli investigatori di conoscere la 42enne da anni: un rapporto di amicizia nel corso del quale non sarebbero mancati aiuti economici spontanei da parte sua. Negli ultimi mesi, tuttavia, il clima sarebbe cambiato. La donna avrebbe iniziato a chiedere denaro con insistenza crescente, accompagnando le richieste con minacce esplicite e telefonate quotidiane.

Gli agenti hanno verificato l’attendibilità del racconto, ricostruendo una condotta che andava oltre una semplice richiesta di restituzione di somme. Le minacce e la pressione costante esercitata sull’anziano avrebbero configurato un tentativo di estorsione.

La donna, già gravata da precedenti specifici per un episodio analogo, è stata arrestata e trasferita in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’episodio si inserisce in una casistica che vede spesso rapporti personali degenerare in dinamiche di pressione economica e intimidazione, soprattutto quando le relazioni sono di lunga data e si intrecciano con aiuti finanziari informali. In questo caso, la scelta di recarsi in questura non ha impedito che la situazione sfociasse in un provvedimento restrittivo.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda. Per l’indagata vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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