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Cronaca

Travolto sul cavalcavia verso l’interporto, morto operaio di 43 anni: il sindacato chiede navette più accessibili

Hossain md Kamal investito da un camion a Tortona, la Cgil denuncia un tragitto già segnalato come pericoloso e rilancia sul costo dei biglietti

Travolto sul cavalcavia

Travolto sul cavalcavia verso l’interporto, morto operaio di 43 anni: il sindacato chiede navette più accessibili (foto archivio)

Un altro lavoratore morto su quella strada che collega la città all’interporto. Un tratto breve sulla carta, ma che negli anni è diventato sinonimo di pericolo. A perdere la vita è stato Hossain md Kamal, 43 anni, originario del Bangladesh, investito da un camion mentre percorreva il cavalcavia all’altezza della rotonda della Liebig, a Tortona, in provincia di Alessandria.

L’uomo lavorava nel magazzino Pet con un contratto di sei mesi. Ogni mese inviava parte dello stipendio alla moglie e ai due figli piccoli rimasti nel Paese d’origine. Era l’unica fonte di sostentamento per la famiglia. La notizia della sua morte ha lasciato sgomenti colleghi e sindacati.

A intervenire con una nota è stata la Cgil Tortona, che parla di «ennesimo lavoratore morto su quel tragitto letale che congiunge l’interporto con la città». Il sindacato sottolinea anche la scelta di citare il nome della vittima «perché non rimanga solo uno straniero e di conseguenza invisibile». Parole che danno la misura di un disagio che non riguarda solo la singola tragedia, ma un contesto più ampio.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo stava percorrendo il cavalcavia quando è stato travolto da un mezzo pesante. La dinamica è al vaglio delle forze dell’ordine, ma il punto sollevato dal sindacato è un altro: la sicurezza di quel tratto stradale, già oggetto di segnalazioni.

«Siamo sgomenti, ancor di più noi della Cgil – si legge nella nota – che per primi abbiamo sollevato il problema della sicurezza su quella strada all’amministrazione comunale». Il riferimento è a una richiesta avanzata negli scorsi anni per istituire un servizio di trasporto pubblico dedicato ai lavoratori dell’interporto, così da ridurre il numero di persone costrette a spostarsi a piedi o con mezzi propri lungo un asse trafficato da camion e mezzi pesanti.

Il servizio di navette è effettivamente partito nel novembre 2024, con corse calibrate sugli orari dei turni. Un avvio graduale, spiegano dal sindacato, che nel tempo ha visto crescere il numero degli utenti. Tuttavia, la fruizione resterebbe limitata da un problema economico: il costo dei biglietti.

Per la Cgil è necessario un intervento pubblico per abbassare le tariffe e incentivare l’utilizzo del servizio. «Occorre intervenire con dei contributi pubblici per abbassare il costo del biglietto ed incentivare l’uso dei mezzi», ribadisce il sindacato. L’obiettivo è rendere le navette una scelta realmente accessibile per tutti, soprattutto per chi percepisce salari modesti e spesso ha contratti a termine.

Il tema non riguarda solo Tortona. In molte aree logistiche del Nord Italia, i poli interportuali sorgono in zone periferiche, distanti dai centri abitati e servite da strade ad alta percorrenza. I lavoratori, spesso impiegati con turni notturni o spezzati, si trovano a percorrere tratti poco illuminati e privi di adeguati percorsi pedonali. La combinazione di traffico pesante e mobilità fragile crea condizioni di rischio che si ripetono.

La morte di Hossain md Kamal riporta al centro la questione della sicurezza nei tragitti casa-lavoro, una zona grigia che non sempre rientra nelle statistiche sugli infortuni professionali ma che incide in modo drammatico sulla vita di chi si sposta ogni giorno per lavorare.

Intanto, mentre le indagini chiariranno le responsabilità dell’incidente, resta una famiglia lontana che ha perso il proprio sostegno. E resta una strada che, ancora una volta, diventa teatro di una tragedia annunciata.

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