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Cronaca

Torino Sassi, scatta l’allarme per un uomo che annega nel Po, ma era un allenamento in apnea

Intervento con nucleo speleo-alpino-fluviale dietro il cimitero di Sassi: equivoco nato da una segnalazione

Torino Sassi, scatta l’allarme per un uomo che annega nel Po, ma era un allenamento in apnea

Torino Sassi, scatta l’allarme per un uomo che annega nel Po, ma era un allenamento in apnea (foto d'archivio)

L’allarme è arrivato poco dopo mezzogiorno di oggi. Una voce concitata ha segnalato al comando dei vigili del fuoco di Torino la presenza di un uomo che stava annegando nel Po, nel tratto dietro il cimitero di Sassi. In situazioni simili non c’è spazio per dubbi: ogni secondo può fare la differenza.

La centrale operativa ha attivato immediatamente le squadre del distaccamento Stura e il nucleo speleo-alpino-fluviale, reparto specializzato negli interventi in ambienti impervi e fluviali. L’area indicata è considerata delicata per la presenza di corrente, vegetazione lungo le sponde e accessi non sempre agevoli. Lo scenario ipotizzato era quello più grave: una persona in difficoltà in acqua.

Una volta raggiunto il punto segnalato, però, i soccorritori hanno trovato una situazione diversa. Sulla riva c’era un uomo che da tempo vive in una tenda lungo il fiume. Non stava chiedendo aiuto. Si stava allenando. Corse, nuotate e immersioni con le pinne fanno parte della sua routine quotidiana, svolta – come ha precisato – a proprio rischio e pericolo.

Nessuna emergenza sanitaria, nessun intervento di salvataggio. Solo un fraintendimento. Da lontano, un corpo che si immerge e riemerge nelle acque scure del Po può apparire in difficoltà. Chi ha chiamato ha scelto di non ignorare quel dubbio. E in questi casi la prudenza è spesso la prima regola.

Non risultano provvedimenti nei confronti dell’uomo. L’intervento si è concluso senza conseguenze, ma ha messo in evidenza un equilibrio sottile. Da una parte il senso civico di chi segnala un possibile pericolo, dall’altra la responsabilità individuale di chi decide di praticare attività impegnative in un contesto aperto e potenzialmente rischioso come un fiume.

Il dispiegamento di mezzi e specialisti ricorda quanto sia strutturata la risposta dei vigili del fuoco sul territorio torinese. Anche quando l’allarme si rivela infondato, la macchina dei soccorsi scatta con la stessa rapidità. È il prezzo necessario della prevenzione.

Sul margine del fiume resta la quotidianità di chi vive in condizioni precarie lungo l’argine, tra tende e attrezzature sportive improvvisate. Questa volta la paura si è sciolta in pochi minuti, lasciando spazio alla verifica dei fatti e al ritorno alla normalità. Il Po, ancora una volta, è rimasto spettatore silenzioso di una storia finita senza tragedie.

Vigili del fuoco

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