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Un ponte per unire il parco del Meisino: tre settimane di cantieri, ecco come cambia la circolazione

Tre settimane di lavori e una notte di stop totale alla circolazione tra Sassi e Bertolla, mentre prosegue il dibattito sul progetto. Gli ambientalisti torinesi parlano di danni irreparabili

Un ponte per unire il parco del Meisino: tre settimane di cantieri, ecco come cambia la circolazione

Un ponte per unire il parco del Meisino: tre settimane di cantieri, ecco come cambia la circolazione

Una strada veloce taglia in due un’area naturale, mentre un parco da anni attende una vera ricucitura e un cantiere destinato, almeno nelle intenzioni, a colmare quella frattura. In questi giorni, corso Don Luigi Sturzo a Torino, sta cambiando volto per consentire il montaggio della nuova passerella ciclopedonale del Parco del Meisino. Un intervento che comporta chiusure e deviazioni del traffico, ma che si inserisce in un contesto più ampio, segnato da mesi di polemiche, ricorsi e prese di posizione contrapposte sul futuro dell’area.

Il cantiere interessa il tratto di corso Don Luigi Sturzo compreso tra corso Casale e via Friedrich Nietzsche, nel punto in cui l’asse viario separa nettamente le due porzioni del Parco del Meisino. Qui sorgerà la nuova passerella ciclopedonale, progettata per scavalcare la strada ad alto scorrimento e ristabilire una continuità fisica tra le due parti dell’area verde. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è duplice: migliorare la sicurezza di pedoni e ciclisti ed eliminare gli attraversamenti a raso in uno dei punti più critici della viabilità cittadina.

Per consentire il montaggio della struttura, la viabilità è stata riorganizzata per circa tre settimane. La carreggiata Ovest è chiusa al traffico, mentre su quella Est la circolazione è garantita con una configurazione provvisoria che prevede due corsie in direzione Settimo Torinese e una corsia in direzione Moncalieri. Una soluzione studiata per mantenere attivi entrambi i sensi di marcia e limitare l’impatto dei lavori su un’arteria già fortemente congestionata nelle ore di punta.

Il momento più delicato è previsto tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio, quando scatterà la chiusura totale di corso Don Luigi Sturzo. Dalle 20:30 del venerdì fino alle 12 del sabato, il corso sarà interdetto in entrambe le direzioni per consentire la posa della passerella e i collaudi strutturali e funzionali. Una finestra temporale ristretta, scelta per concentrare le operazioni più complesse e ridurre la durata complessiva dei disagi. I percorsi alternativi prevedono il passaggio per San Mauro Torinese, Borgata Rosa, e corso Casale, oppure si potrà passare tramite piazza Sofia, ponte Amedeo VIII e strada San Mauro.

Rendering della nuova passerella

Dal punto di vista funzionale, la passerella rappresenta uno snodo chiave nella trasformazione dell’area. Consentirà di collegare direttamente le due parti del Parco del Meisino, oggi separate dalla strada, rendendo più agevole e sicuro il passaggio tra i percorsi verdi. Migliorerà inoltre l’accesso al futuro Centro per lo Sport e l’Educazione ambientale, previsto nell’area dell’ex galoppatoio militare, e offrirà un tracciato più continuo e accessibile alla Ciclovia VenTo, l’itinerario cicloturistico lungo il Po.

È proprio su questo quadro complessivo che si innesta la polemica sul Meisino, esplosa negli ultimi mesi. Da un lato, il Comune di Torino rivendica la coerenza del progetto, presentato come un intervento di riqualificazione urbana e ambientale capace di coniugare tutela del verde, mobilità sostenibile, sport ed educazione. L’amministrazione ha più volte ribadito che le opere previste, passerella compresa, sono finalizzate a una fruizione ordinata e sicura dell’area, senza comprometterne il valore naturalistico, e che l’iter autorizzativo è stato seguito nel rispetto delle normative. Le recenti decisioni dei tribunali, che hanno respinto i ricorsi dei comitati, sono state lette come una conferma della legittimità dell’intervento.

Dall’altro lato, ambientalisti e comitati cittadini continuano a esprimere forti perplessità. Secondo i critici, il rischio è quello di aumentare la pressione antropica su un’area inserita in una riserva naturale fluviale, attraverso infrastrutture e funzioni considerate eccessive. La passerella viene vista come parte di un disegno più ampio che comprende il Centro per lo Sport e l’Educazione ambientale e che, a loro giudizio, avrebbe richiesto un confronto più approfondito con il territorio e ulteriori valutazioni sugli impatti ambientali complessivi. Le associazioni parlano di partecipazione insufficiente e di una progressiva trasformazione del Meisino che rischierebbe di snaturarne l’identità.

In mezzo al confronto, c’è anche una parte di cittadini che guarda all’intervento in modo più pragmatico. Per residenti e frequentatori del parco, la passerella ciclopedonale rappresenta una risposta concreta a un problema reale: attraversare in sicurezza una strada veloce che oggi costituisce una barriera evidente. In questa prospettiva, il cantiere e le chiusure temporanee vengono considerati un costo inevitabile per ottenere un miglioramento della sicurezza e della continuità dei percorsi.

Nei prossimi giorni, chi si muove nell’area dovrà fare i conti con deviazioni, cantieri e nuove ripartizioni delle corsie, oltre alla chiusura totale programmata tra il 23 e il 24 gennaio. Il Comune invita a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a pianificare gli spostamenti, soprattutto nelle fasce orarie più critiche.

La passerella di corso Don Luigi Sturzo diventa così un simbolo. Per l’amministrazione è un tassello di ricucitura urbana, per i comitati un ulteriore passo di un progetto contestato, per molti cittadini una risposta attesa a un problema di sicurezza. I lavori dureranno poche settimane; il dibattito sul Meisino, invece, è destinato a proseguire ben oltre la riapertura della strada.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Le proteste degli ambientalisti, che vanno avanti da anni

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