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Cronaca

Strage al Constellation, Jacques Moretti scarica tutte le colpe: “Il Comune e il Cantone non hanno mai controllato”

Tra difesa ad oltranza e carte dell’inchiesta, spuntano controlli saltati e mail inviate solo dopo la tragedia

Jacques Moretti

Jacques Moretti

Il muro di Jacques Moretti non mostra crepe. Il proprietario del Constellation, il discobar distrutto dal rogo nella notte di Capodanno, respinge ogni accusa e punta il dito contro Comune e Cantone. Davanti ai procuratori di Sion, che indagano sulla strage, e a oltre 50 avvocati delle parti civili, la linea difensiva non cambia: il locale era sicuro e, se non lo era, la responsabilità sarebbe di altri.

Nell’interrogatorio, Moretti ha precisato che «l'impianto di ventilazione del Constellation non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone», rispondendo a chi ha ipotizzato che il fuoco possa essere stato alimentato da un difetto di ricambio d’aria nel locale sotterraneo.

Poi la questione degli estintori. Nessuno dei quattro presenti sarebbe stato utilizzato. Dalle fotografie della polizia scientifica emerge che non fossero segnalati con i cartelli catarifrangenti obbligatori per renderli visibili al buio. Anche su questo punto Moretti non ha mostrato esitazioni: «Non sono stati usati perché tutti pensavano solo alla fuga», ha spiegato, aggiungendo di avere fissato i cartelli «con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone».

Una battuta, pronunciata durante l’interrogatorio, non è piaciuta ai presenti: «Ho controllato e anche in questo palazzo in cui siamo oggi c'è lo stesso problema: si scollano anche qui».

Altro nodo riguarda i materiali presenti nel sottosuolo, in particolare la spugna antirumore e la colla utilizzata per fissarla al soffitto, ritenuti potenzialmente infiammabili. Anche qui Moretti ha difeso le proprie scelte raccontando un episodio finora inedito: «Per scurire, nello stile chalet alpino, il rivestimento in legno del locale sotterraneo del Constellation ho utilizzato un cannello a fuoco, anche tra una trave e l'altra dove c'era la schiuma, ma nulla si è incendiato».

Mentre il proprietario cercava di smontare le accuse, dalle carte dell’inchiesta emergono le prime immagini del locale devastato: arredi gravemente danneggiati, soffitto distrutto, i resti della festa trasformata in tragedia.

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Non solo. Si affacciano anche elementi che coinvolgono le istituzioni locali. Il Comune di Crans-Montana non considerava il Constellation una priorità nel calendario dei controlli di sicurezza, nonostante la capienza di 200 persone e la natura completamente interrata del locale. Non risultavano “non conformità” aperte, ha messo a verbale Christophe Balet, capo della sicurezza pubblica del municipio, lasciando intendere che formalmente tutto fosse in regola.

Le difficoltà nelle ispezioni sarebbero state aggravate anche da problemi informatici. Balet ha raccontato che «Nel 2023 c'è stato un problema tra l'informatico di VS-FIRE e l'ufficio cantonale. Si è trattato di una vicenda di minacce di divulgazione di informazioni da parte dell'informatico. Pertanto il Cantone ha deciso di 'staccare la spina' a questo programma, poiché era utilizzato anche dai vigili del fuoco e da alcuni corpi di polizia municipale».

La procura di Sion ha intanto acquisito tutte le informazioni contenute nel server di posta elettronica dell’amministrazione comunale, comprese le comunicazioni interne. Tra queste, quella con cui il Consigliere di Stato del Cantone incaricato della sicurezza ha intimato ai Comuni di effettuare il più rapidamente possibile le visite periodiche ai pubblici esercizi. La comunicazione risale al 6 gennaio, una settimana dopo la strage.

Parallelamente l’inchiesta si muove anche in Italia. Il pm Stefano Opilio, titolare del fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo colposo e lesioni aggravate, ha disposto il sequestro probatorio dei telefoni dei ragazzi italiani deceduti o rimasti feriti nella tragedia, ritenendo che immagini e chat possano fornire elementi utili alla ricostruzione del rogo.

Tra difese serrate, documenti acquisiti e responsabilità ancora da accertare, la vicenda del Constellation continua ad allargarsi, mentre le prime fotografie del locale distrutto restituiscono l’immagine concreta di una notte di festa finita in tragedia.

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