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11 Febbraio 2026 - 18:55
Passeggiando per il centro di Ivrea incontriamo tre giovani in casacca nera con banda gialla e foulard al collo. Ridono, si danno pacche sulle spalle, e appena sentono nominare la loro squadra gli occhi si accendono.
Sono tre Pantere Nere.
“È il primo anno?” chiediamo a uno di loro.
“No, io ho iniziato nel 2017". Un altro aggiunge: “Ci siamo iscritti e siamo pronti alla battaglia".
Con orgoglio ci indicano la sede: “Venite, salite. Stasera c’è festa.”
Saliamo i gradini e, ancora prima di aprire la porta, sentiamo i cori. Dentro è un’esplosione giallo-nera: bandiere appese alle pareti, tavoli pieni, generazioni diverse che cantano insieme. Qualcuno batte il ritmo con i pugni sul tavolo, altri intonano il coro che rimbomba nella sala.
È festa. È appartenenza. Se dovessimo riassumere la Pantera Nera in una parola, sarebbe quella che ripetono più volte anche in sede: combattività. Lo dicono con fierezza, quasi fosse un marchio inciso nel tempo.

La festa della Pantere Nere
La squadra nasce nel 1966, ma l’idea prende forma già nel 1965, quando cinque amici si ritrovano al Bar Roma e decidono di fondare una nuova squadra di aranceri a piedi. Un gesto audace, soprattutto perché il Bar Roma è nel cuore di Piazza di Città, territorio storico di altre squadre. E se la pantera è un animale territoriale, la Pantera Nera ha dovuto lottare davvero per difendere il proprio spazio.
Per un breve periodo riesce anche a ottenere quella piazza come zona di tiro, mantenendo poi il diritto di combattervi per un giorno di battaglia dal 1975 al 1983. Oggi il loro teatro è il Rondolino, condiviso con Diavoli e Mercenari: una delle piazze più dure e intense della Battaglia delle Arance.
Il simbolo è rimasto immutato dal ’66: una pantera nera su sfondo giallo. La divisa è inconfondibile, casacca nera con banda gialla, pantaloni neri con banda gialla, foulard giallo, un contrasto netto che in piazza non passa inosservato.
Negli anni la squadra è cresciuta fino ad oltrepassare i mille iscritti. Pantera Nera si è rinnovata, si è ringiovanita. Un boom di giovani e giovanissimi ha portato nuova energia, nuova linfa.
A un certo punto nella sede le luci si abbassano leggermente e parte un coro potente. Tutti in piedi, spalla contro spalla.
Guardandoli si capisce che la vera forza della Pantera Nera sta proprio lì: nell’impeto di chi si affaccia al mondo dei grandi, nella determinazione di chi difende il proprio territorio, nell’orgoglio di indossare quei colori.
Quando scendiamo i gradini e torniamo in strada, il canto continua a uscire dalle finestre aperte. Il giallo e il nero sembrano tingere anche la notte.
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