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Cronaca
11 Febbraio 2026 - 17:19
Ancora violenza al carcere di Torino, agente ferito al Padiglione B: il sindacato denuncia emergenza sicurezza (immagine di repertorio)
Ancora tensione e ancora un agente ferito nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Questa mattina, intorno alle 10.30, nel Padiglione B, un violento alterco tra due detenuti è degenerato in un’aggressione che ha richiesto l’intervento immediato della Polizia Penitenziaria.
Secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), i due ristretti, entrambi di nazionalità nordafricana, si sarebbero affrontati con modalità particolarmente aggressive. Uno dei due, dall’interno della propria cella, avrebbe divelto parti in legno degli arredi per poi scagliarle con forza contro l’altro detenuto. La situazione sarebbe precipitata in pochi istanti, rendendo necessario l’intervento del personale in servizio per evitare conseguenze ancora più gravi.
Gli agenti sono riusciti a contenere l’azione e a ristabilire l’ordine, ma durante le operazioni un frammento avrebbe colpito alla fronte l’agente di sezione. Il poliziotto è stato accompagnato al Pronto Soccorso cittadino e dimesso con una prognosi di cinque giorni.
Per il SAPPE, si tratta dell’ennesimo episodio che confermerebbe un quadro ormai critico all’interno del Padiglione B. Il segretario nazionale per il Piemonte Vicente Santilli parla di una situazione “fuori controllo”, denunciando la presenza di detenuti violenti che metterebbero a rischio la sicurezza senza che vi siano, a suo giudizio, interventi realmente risolutivi o misure dissuasive efficaci.
Sulla stessa linea il segretario generale del sindacato Donato Capece, che definisce “allarmante” la situazione non solo a Torino ma in diverse carceri piemontesi. Il sindacato sottolinea la carenza di organico e turni di lavoro che supererebbero spesso le dieci o dodici ore giornaliere, con personale che faticherebbe a garantire i livelli minimi di sicurezza.
Il SAPPE chiede interventi strutturali e misure più rigorose per i detenuti considerati particolarmente violenti, proponendo la loro destinazione in istituti a regime chiuso e l’applicazione delle restrizioni previste dall’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario. L’obiettivo dichiarato è tutelare l’ordine e la sicurezza interna, oltre a garantire condizioni di lavoro meno esposte a rischi per gli agenti.
L’episodio riaccende il dibattito sulle condizioni del sistema penitenziario torinese, già segnato da sovraffollamento, carenze di personale e tensioni ricorrenti. Ancora una volta, la gestione dell’emergenza è ricaduta sulla prontezza operativa degli agenti in servizio. Ora il confronto si sposta sul piano istituzionale, dove il sindacato chiede risposte rapide e interventi concreti per evitare che episodi simili continuino a ripetersi.

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