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Cronaca

Crollo della gru di via Genova, al via la perizia per fare piena luce sulla tragedia costata la vita a tre operai

Il processo entra nella fase tecnica decisiva: incarico al professor Pennacchi, 90 giorni per ricostruire cause e responsabilità

Crollo della gru di via Genova, al via la perizia per fare piena luce sulla tragedia costata la vita a tre operai

Crollo della gru di via Genova, al via la perizia per fare piena luce sulla tragedia costata la vita a tre operai

A più di quattro anni dal crollo della gru di via Genova, che il 18 dicembre 2021 sconvolse Torino e costò la vita a Filippo Falotico, Roberto Peretto e Marco Pozzetti, il processo penale arriva a uno snodo cruciale. Nell’udienza dell’11 febbraio 2026, davanti al giudice Claudio Canavero, è stato formalmente conferito l’incarico peritale destinato a chiarire in modo definitivo le cause e la dinamica del disastro.

Quella mattina di dicembre, in via Genova, durante le operazioni di montaggio di una gru da cantiere, la struttura collassò improvvisamente abbattendosi sulla strada e contro un edificio. I tre lavoratori impegnati nelle operazioni morirono sul colpo. L’immagine del braccio metallico spezzato e riverso sull’asfalto fece il giro d’Italia, riaprendo con forza il tema della sicurezza nei cantieri e delle responsabilità nella gestione di lavori ad alto rischio.

Le indagini successive portarono all’iscrizione nel registro degli indagati di diversi soggetti a vario titolo coinvolti nelle operazioni e nella gestione tecnica del montaggio. Nel processo attualmente in corso sono costituiti parte civile l’associazione Sicurezza e Lavoro e le organizzazioni sindacali di categoria FenealUil e Fillea Cgil, che fin dall’inizio hanno chiesto chiarezza su quanto accaduto.

Durante l’udienza dell’11 febbraio, la difesa dell’imputato Svraka ha depositato nuova documentazione, tra cui video e fotografie, ritenute utili alla ricostruzione dei fatti. Sono state inoltre presentate memorie da parte del pubblico ministero e delle difese di Sprocatti, Svraka e della società Locagru, coinvolta nella vicenda.

Il passaggio centrale dell’udienza è stato però l’accettazione dell’incarico da parte dell’ingegner Paolo Emilio Lino Maria Pennacchi, professore ordinario di Meccanica Applicata al Politecnico di Milano. Un nome di peso, già consulente in procedimenti complessi e di grande risonanza come la tragedia del Mottarone e l’incidente di Calasca Castiglione. A lui il giudice ha affidato il compito di esaminare ogni elemento tecnico disponibile e di rispondere a un quesito formulato dal Tribunale e parzialmente modificato su richiesta del pubblico ministero e delle difese.

L'ingegner Pennacchi

Il perito dovrà accertare tutte le cause del crollo, verificare la sequenza esatta delle operazioni che precedettero il collasso della gru, valutare eventuali errori di montaggio, difetti strutturali, omissioni nei controlli o violazioni delle norme di sicurezza. Un lavoro complesso, che richiederà l’analisi di documenti tecnici, rilievi fotografici, eventuali simulazioni e il confronto con le consulenze di parte.

Le operazioni peritali inizieranno il 24 febbraio alle ore 10 in modalità telematica. Il termine fissato per la consegna della relazione è di 90 giorni, con scadenza il 25 maggio 2026. Non si esclude che, vista la complessità tecnica dell’incarico, possa essere richiesta una proroga di ulteriori 90 giorni.

La prossima udienza è stata fissata per il 10 giugno nella maxi aula 3 del Tribunale di Torino, salvo eventuali slittamenti legati ai tempi della perizia. Sarà in quella sede che il giudice potrà valutare le conclusioni dell’elaborato tecnico e verificare se vi siano elementi sufficienti per delineare con precisione i profili di responsabilità.

Per i familiari delle vittime e per le parti civili, la perizia rappresenta un passaggio fondamentale verso la verità giudiziaria. Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro, ha dichiarato: «Ci auguriamo che la perizia consenta al Tribunale di ricostruire con chiarezza le cause e la dinamica del crollo della gru e porti quindi a definire gli esatti profili di responsabilità degli imputati e che si arrivi alla sentenza di primo grado almeno per il quinquennale della strage».

Il quinquennale della tragedia cadrà nel dicembre 2026. Una data simbolica, che per molti rappresenta anche una scadenza morale. Il processo, dopo una fase iniziale dedicata alla raccolta delle prove e alle questioni preliminari, entra ora nella sua parte più tecnica. Sarà l’analisi scientifica a stabilire se quel crollo fu il risultato di una fatalità imprevedibile o la conseguenza di errori evitabili.

Nel frattempo resta la memoria di tre lavoratori che quella mattina salirono su una gru per svolgere il proprio mestiere e non fecero ritorno a casa. La ricostruzione tecnica servirà al Tribunale per decidere, ma per la città di Torino quella ferita resta ancora aperta.

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