Cerca

Cronaca

Valanga durante un’esercitazione, finanziere lotta tra la vita e la morte in Lombardia

A Madesimo travolto dalla neve un 30enne del Soccorso alpino, ricoverato a Bergamo

Valanga durante un’esercitazione, finanziere lotta tra la vita e la morte in Lombardia

Valanga durante un’esercitazione, finanziere lotta tra la vita e la morte in Lombardia (immagine di repertorio)

È ancora gravissimo il finanziere del Soccorso alpino della Guardia di Finanza travolto da una valanga venerdì scorso a Madesimo, in Valtellina, durante un’esercitazione in ambiente innevato. Contrariamente a quanto circolato nella serata di domenica, il giovane è vivo ed è ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove resta in prognosi riservata.

Si tratta di Erik Pettavino, 30 anni, originario di Limone Piemonte, alpinista esperto e sportivo. L’incidente è avvenuto nella zona della Crocetta del Cardine, mentre il finanziere stava svolgendo un’attività addestrativa. Una massa di neve si è improvvisamente staccata investendolo in pieno. Con lui era presente un collega, solo sfiorato dalla valanga, che è riuscito a mettersi in salvo e ad allertare immediatamente i soccorsi, permettendo l’attivazione rapida della macchina di emergenza.

L’intervento è stato affidato al 118, giunto sul posto con l’elisoccorso. Dopo essere stato individuato ed estratto dalla neve, Pettavino è stato affidato ai sanitari e trasferito d’urgenza a Bergamo. Le sue condizioni sono apparse subito critiche, tanto da rendere necessario il ricorso alla procedura ECMO, il trattamento di circolazione extracorporea utilizzato per supportare le funzioni vitali e rialzare la temperatura corporea in casi estremi come l’ipotermia grave.

L’incidente ha scosso profondamente l’ambiente del Soccorso alpino e della Guardia di Finanza, dove Pettavino è conosciuto come un operatore preparato e con una solida esperienza in montagna. Proprio questo elemento rende ancora più evidente l’imprevedibilità del rischio in contesti ad alta quota, anche durante attività pianificate e svolte da personale altamente qualificato.

Nelle prossime ore i medici continueranno a monitorare l’evoluzione clinica, mentre l’intera comunità di Limone Piemonte e i colleghi impegnati nei servizi di soccorso attendono con apprensione segnali di miglioramento. La montagna, ancora una volta, mostra il suo volto più duro, ricordando quanto sottile sia il confine tra addestramento e tragedia, anche per chi della sicurezza in ambiente estremo ha fatto una professione.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori