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Cronaca

Operazione antidroga tra Lombardia e Piemonte: smantellata una rete di spaccio con 17 arresti e sequestri milionari

Provvedimenti della Procura di Brescia dopo un’indagine avviata nel 2024, coinvolte anche Torino e Verbania

Operazione antidroga tra Lombardia e Piemonte: smantellata una rete di spaccio con 17 arresti e sequestri milionari

Operazione antidroga tra Lombardia e Piemonte: smantellata una rete di spaccio con 17 arresti e sequestri milionari (foto di repertorio)

Un’operazione antidroga di vasta portata ha messo in moto, all’alba di oggi, decine di carabinieri tra Lombardia e Piemonte, portando all’arresto di 17 persone e al sequestro di ingenti quantitativi di stupefacenti e denaro contante. I provvedimenti, emessi dalla Procura della Repubblica di Brescia, sono il risultato di un’indagine lunga e articolata che ha acceso i riflettori su un sistema di spaccio definito dagli investigatori ingente, sistematico e altamente remunerativo.

L’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Breno, ha interessato le province di Brescia, Bergamo, Torino e Verbania, confermando ancora una volta come il traffico di droga superi facilmente i confini provinciali e regionali, costruendo reti capaci di rifornire territori diversi con continuità e rapidità. A supporto dei militari sono intervenuti anche un elicottero del 2° Nucleo di Orio al Serio e le unità cinofile, impiegate nelle fasi più delicate delle perquisizioni.

Le persone arrestate sono 10 cittadini italiani, 6 marocchini e un albanese, tutti con precedenti penali, ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico e detenzione ai fini di spaccio di cocaina e hashish. Durante l’operazione sono state inoltre eseguite 18 perquisizioni domiciliari nei confronti di altri indagati, mentre quattro arresti sono scattati in flagranza di reato, a conferma di un’attività criminale ancora pienamente operativa al momento dell’intervento delle forze dell’ordine.

Il bilancio dei sequestri restituisce la dimensione economica dell’inchiesta. I carabinieri hanno rinvenuto 7 chili di hashish, 700 grammi di cocaina e 84.500 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Secondo le stime degli investigatori, il giro d’affari del gruppo avrebbe superato i 400mila euro al mese, con un flusso di denaro costante e difficilmente tracciabile.

L’indagine, denominata “Grisù”, era partita nell’aprile 2024 e si è concentrata in particolare sulla zona industriale di Pian Camuno, nel Bresciano, individuata come uno dei principali punti di riferimento per lo spaccio. Da lì si muovevano acquirenti provenienti non solo dalla media e bassa Valle Camonica, ma anche dalla provincia di Bergamo, a dimostrazione di un’organizzazione capace di attrarre clienti su un’area vasta.

Un ruolo decisivo nella ricostruzione dell’attività criminale è stato svolto dai sistemi di videosorveglianza, che hanno permesso agli investigatori di documentare oltre 300 cessioni al giorno, con un incasso quotidiano stimato intorno ai 13mila euro. Numeri che raccontano uno spaccio tutt’altro che marginale, inserito in una logica quasi industriale, con ritmi e volumi elevatissimi.

L’operazione rappresenta uno dei colpi più significativi messi a segno negli ultimi mesi contro il traffico di droga tra Lombardia e Piemonte e conferma l’attenzione delle procure e delle forze dell’ordine verso fenomeni che, pur radicati in specifiche aree, finiscono per avere ripercussioni su territori molto più ampi.

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