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Cronaca

Giardino pubblico ridotto a dormitorio e piazza di spaccio, cresce l’allarme alle Tre Lanterne

A Barriera di Milano l’area verde simbolo del quartiere diventa terreno di degrado, tra segnalazioni ignorate e accuse dirette al Comune

Giardino pubblico ridotto a dormitorio

Giardino pubblico ridotto a dormitorio e piazza di spaccio, cresce l’allarme alle Tre Lanterne

Un giardino pubblico trasformato in dormitorio notturno, postazione di spaccio e punto di ritrovo per mercatini abusivi. È la fotografia, sempre più cupa, del giardino Le Tre Lanterne, nel quartiere Barriera di Milano, nel tratto compreso tra corso Giulio Cesare e via Volpiano. Una situazione che, secondo quanto denunciato da tempo, non rappresenta più un episodio isolato ma una condizione strutturale, che si protrae da mesi senza risposte ritenute adeguate da parte dell’amministrazione comunale.

L’area, nata come spazio di aggregazione per famiglie, anziani e bambini, oggi appare agli occhi dei residenti come un luogo sottratto alla sua funzione originaria. Panchine utilizzate per dormire, giacigli di fortuna tra le siepi, rifiuti abbandonati, siringhe e resti di consumo di sostanze stupefacenti. A questo si aggiunge una presenza costante di persone dedite allo spaccio, che avrebbero trasformato il giardino in una base operativa, con un via vai che aumenta nelle ore serali e notturne.

Le segnalazioni al Comune di Torino si susseguono da tempo, ma chi vive la zona parla di una sensazione diffusa di abbandono. Il giardino, invece di essere percepito come un presidio di socialità e verde urbano, è diventato un punto da evitare, soprattutto per chi ha figli piccoli o per gli anziani del quartiere. Il problema non è solo legato alla sicurezza, ma anche al decoro urbano, messo in crisi da mercatini improvvisati di merce usata e di dubbia provenienza che, secondo le denunce, si sviluppano senza controlli efficaci.

A intervenire pubblicamente è il capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha scelto di portare la questione sul piano politico, chiamando in causa direttamente il sindaco di Torino e la sua giunta. Nel mirino finiscono le responsabilità dell’amministrazione, accusata di essersi accorta solo ora, in vista delle prossime elezioni, di avere competenze e responsabilità anche sul fronte della sicurezza e del decoro.

La domanda posta è netta: che cosa sta facendo concretamente il Comune per restituire questi spazi alla cittadinanza? Non si tratta solo di interventi spot o di operazioni temporanee, ma di una strategia capace di riportare legalità e vivibilità in un’area che, nelle intenzioni originarie, avrebbe potuto arricchire il territorio dal punto di vista sociale e urbano. Secondo l’esponente di opposizione, l’inerzia amministrativa rischia di consolidare un modello in cui l’illegalità prende il sopravvento proprio nei luoghi che dovrebbero rappresentare un presidio di comunità.

Il caso delle Tre Lanterne non è isolato nel panorama torinese. Barriera di Milano è da tempo uno dei quartieri più complessi della città, dove le criticità legate a sicurezza, degrado e marginalità sociale si intrecciano con una carenza percepita di controlli costanti. Tuttavia, proprio per questo, i residenti chiedono interventi strutturali e non emergenziali, capaci di restituire fiducia e normalità.

Il nodo resta politico e amministrativo. Da un lato, la richiesta di presidi fissi, manutenzione e controlli; dall’altro, il timore che le promesse di intervento restino legate al calendario elettorale più che a una reale inversione di rotta. Nel frattempo, il giardino continua a essere vissuto come uno spazio sottratto ai cittadini, simbolo di un degrado che avanza e che alimenta tensioni e insicurezza.

Una vicenda che riapre il confronto su come Torino gestisce le sue aree pubbliche più fragili e su quanto il tema della sicurezza urbana sia destinato a diventare centrale nel dibattito politico dei prossimi mesi.

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