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Ivrea in Azione

Decoro urbano: basta alibi, Ivrea non è una zona franca

Servizi pubblici carenti, responsabilità politiche da chiarire, ma anche comportamenti quotidiani da cambiare: il decoro non è solo un problema del Comune

Decoro urbano: basta alibi, Ivrea non è una zona franca

Il sindaco Matteo Chiantore

È giusto chiedere di più all’Amministrazione. È doveroso pretendere interventi, programmazione e servizi adeguati.

Ed è altrettanto corretto dire con chiarezza che servono più servizi pubblici: più cestini, più bagni pubblici, una gestione più attenta dei flussi, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza.

Su questo sto lavorando e continuerò a esercitare le dovute pressioni politiche perché si passi finalmente dalle parole ai fatti. Porto come esempio Corso Nigra, zona stazione, dove i fatti di cronaca hanno superato da tempo ogni previsione…

Detto questo, sarebbe però un errore — e una comoda scorciatoia — continuare a raccontarci che il decoro urbano sia un problema che riguarda solo il Comune.
Il decoro di una città è prima di tutto una questione culturale. Riguarda il modo in cui viviamo gli spazi pubblici, il rispetto che abbiamo per ciò che è di tutti, la consapevolezza che la qualità dell’ambiente urbano dipende anche dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.

I cittadini hanno un ruolo fondamentale: non abbandonare rifiuti, non trasformare angoli della città in discariche improvvisate, non giustificare l’incuria con la mancanza di controlli. Perché una cosa deve essere chiara: non esistono zone franche.
L’assenza di un cestino o di un bagno pubblico non autorizza nessuno a sporcare.

degrado

Un discorso a parte — ma altrettanto importante — riguarda gli esercenti, in particolare bar, kebabbari, locali da asporto e ristoranti.
Chi lavora quotidianamente nello spazio pubblico e ne trae legittimamente beneficio ha anche il dovere di contribuire alla sua cura.

La pulizia delle aree immediatamente esterne ai locali non è una concessione né un atto di cortesia verso l’Amministrazione: è una responsabilità precisa.
Marciapiedi, piazzuole e spazi antistanti non possono diventare stabilmente luoghi di accumulo di rifiuti, mozziconi e avanzi di cibo del post movida.

Una città sporca non penalizza solo chi la vive, ma danneggia anche chi ci lavora, allontana le persone e abbassa la qualità complessiva dello spazio urbano.

Il decoro urbano non si costruisce solo con nuove infrastrutture o con ordinanze occasionali.
Si costruisce con regole chiare, servizi adeguati e soprattutto responsabilità condivise.

Il Comune deve fare la sua parte, e su questo continueremo a insistere. Ma cittadini ed esercenti devono fare la loro, ogni giorno. Perché Ivrea non può permettersi alibi. E non può permettersi zone franche.

Ciao!!

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