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Cronaca
23 Gennaio 2026 - 20:09
Morte di Matilde Lorenzi, rinviato a maggio l’incidente probatorio
L’inchiesta sulla morte di Matilde Lorenzi entra in una nuova fase, ma i tempi si allungano.
È stato infatti rinviato al 18 maggio l’incidente probatorio disposto nell’ambito dell’indagine giudiziaria aperta dopo la morte della giovane sciatrice azzurra, deceduta a 19 anni nella notte del 28 ottobre 2024 all’ospedale San Maurizio di Bolzano.
Matilde era arrivata in ospedale in condizioni disperate dopo una caduta durante un allenamento di slalom gigante sulla pista “Grawand 1”, nel comprensorio sciistico della Val Senales. L’incidente era avvenuto durante una sessione ufficiale di preparazione, su una pista considerata tra le più tecniche e impegnative del circuito.
La dinamica della caduta e le condizioni di sicurezza del tracciato sono fin dall’inizio al centro dell’attenzione della famiglia, che non ha mai accettato una lettura liquidatoria dell’accaduto come semplice fatalità sportiva.
In un primo momento, la Procura di Bolzano aveva archiviato il fascicolo nell’arco di un solo giorno, ritenendo i fatti non costituenti notizia di reato. Una decisione che aveva suscitato forte amarezza e reazione da parte dei familiari della giovane atleta.
I genitori di Matilde hanno quindi chiesto formalmente la riapertura dell’inchiesta, depositando una memoria articolata e due relazioni tecniche: una di natura medico-legale, l’altra incentrata sulle norme di sicurezza applicabili agli allenamenti agonistici in pista. Documenti che hanno portato a una nuova valutazione del caso.
A seguito di questa iniziativa, l’indagine è stata riaperta e sono state individuate due figure iscritte nel registro degli indagati.
Sotto indagine è finito l’allenatore della nazionale, colui che aveva tracciato i pali per la sessione di allenamento nella quale Matilde è caduta. La sua posizione riguarda la configurazione del tracciato, la distanza tra le porte, la velocità potenzialmente generata e l’adeguatezza del percorso rispetto alle condizioni della pista.
È inoltre indagato il responsabile della sicurezza delle piste da sci e degli impianti di risalita del comprensorio della Val Senales, figura chiamata a rispondere delle misure di protezione, delle reti di sicurezza, delle condizioni del fondo e della gestione complessiva del rischio durante allenamenti ad alto livello.
L’incidente probatorio, ora rinviato a maggio, rappresenta un passaggio cruciale. Servirà a cristallizzare le prove tecniche, valutare le condizioni della pista, la dinamica della caduta, l’idoneità delle protezioni e la compatibilità tra tracciato, velocità e margini di sicurezza.
Il rinvio allunga i tempi di un procedimento già doloroso per la famiglia, che da mesi chiede chiarezza, responsabilità e verità, non solo per Matilde, ma anche per la sicurezza di tutti gli atleti che ogni giorno si allenano su piste di altissimo livello tecnico.
La morte di Matilde Lorenzi ha scosso profondamente il mondo dello sci agonistico, riaprendo il dibattito sui limiti della sicurezza negli allenamenti, sull’equilibrio tra prestazione e rischio e sul ruolo di chi è chiamato a garantire condizioni adeguate anche in contesti di altissima competizione.
Il 18 maggio sarà una data chiave. Da quel momento dipenderà l’evoluzione dell’inchiesta e la possibilità di accertare se quella caduta fosse davvero inevitabile o se qualcosa, lungo quella pista, non abbia funzionato come avrebbe dovuto.

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