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Cronaca
05 Gennaio 2026 - 09:31
Scivola nel buio e resta bloccata sul ghiaccio, notte di soccorsi all’Alpe Devero (foto archivio)
Una scivolata improvvisa sul ghiaccio, nel silenzio della montagna e con il buio già calato da ore, ha trasformato un’escursione invernale in un’emergenza. È accaduto nella notte all’Alpe Devero, nel Verbano-Cusio-Ossola, dove una donna di 57 anni, residente a Tradate in provincia di Varese, è rimasta bloccata dopo essersi fratturata una caviglia.
L’allarme è scattato poco prima delle 23, quando la donna, impossibilitata a proseguire autonomamente, ha chiesto aiuto. La zona dell’intervento è quella del Vallaro, un’area montana che in inverno presenta condizioni particolarmente insidiose, con tratti ghiacciati e temperature rigide che rendono complessi anche gli spostamenti più brevi.
Sul posto sono intervenuti i volontari del Soccorso alpino, stazione di Baceno, che hanno avviato le operazioni di recupero in orario notturno, una circostanza che aumenta in modo significativo le difficoltà tecniche e logistiche. L’assenza di luce naturale, il fondo scivoloso e il freddo intenso hanno imposto un’azione prudente ma rapida.
I soccorritori hanno raggiunto la donna, immobilizzato l’arto ferito e predisposto il trasporto in sicurezza. L’intervento si è svolto con l’ausilio delle attrezzature specifiche per il soccorso in ambiente innevato, fondamentali per garantire la stabilità durante le manovre e prevenire ulteriori traumi.
Nel giro di circa un’ora e mezza, la 57enne è stata condotta a valle e affidata alle cure del personale sanitario. Ad attenderla c’era un’ambulanza, che ha provveduto al trasferimento per gli accertamenti e le cure necessarie. Le sue condizioni non destano preoccupazione, ma la frattura ha richiesto l’intervento immediato dei sanitari.
L’episodio riporta l’attenzione sui rischi delle escursioni invernali, anche per chi conosce la montagna e affronta percorsi apparentemente semplici. Il ghiaccio, spesso nascosto sotto un sottile strato di neve o mimetizzato dall’ombra, rappresenta una delle principali cause di infortunio in quota durante i mesi freddi.
Ancora una volta, decisivo si è rivelato il lavoro del Soccorso alpino, che opera spesso in condizioni estreme, di notte e con temperature rigide, per garantire assistenza a chi si trova in difficoltà. Un intervento che si è concluso positivamente grazie alla tempestività dei soccorsi e alla preparazione dei volontari.

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