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Cronaca
02 Gennaio 2026 - 09:14
Aggredito per una sigaretta negata, accoltellato al collo e massacrato dal branco: terrore in corso Giulio Cesare
Una richiesta banale, una risposta negativa e poi una violenza fuori controllo. È quanto accaduto a Torino, nel quartiere Barriera di Milano, dove un ragazzo di 22 anni è stato aggredito, accoltellato e picchiato da un gruppo di giovani dopo aver rifiutato di cedere una sigaretta. Un episodio che gli inquirenti descrivono come di aggressività estrema, tanto da configurare l’ipotesi di tentato omicidio.
I fatti risalgono al 28 ottobre, poco dopo le 15.30, tra i giardinetti Montanaro e corso Giulio Cesare. La vittima stava camminando da sola, diretta verso un’abitazione al civico 202, con 150 euro in contanti in tasca, destinati al pagamento dell’affitto. Ha un lavoro e un figlio piccolo, una vita ordinaria che in pochi minuti viene travolta dalla violenza.
Secondo la ricostruzione del commissariato Barriera di Milano, il gruppo di aggressori era composto da almeno tre persone, tra cui un 17enne e un 20enne, entrambi ora indagati. Il primo contatto avviene quando uno dei ragazzi gli chiede una sigaretta. Al rifiuto, la situazione degenera rapidamente. Insulti, minacce e poi l’attacco.
In pochi istanti il 22enne viene circondato. Subisce pugni e calci in ogni parte del corpo. Uno degli aggressori impugna un coltello, tentando di colpirlo al torace, mentre un altro utilizza una bottiglia di vetro rotta come arma impropria. La vittima cade a terra, ma la violenza non si ferma. Anche mentre è sanguinante e indifeso, continua a essere colpita. Le coltellate al collo, almeno tre, arrivano in quella fase, insieme a ulteriori percosse alla testa.

Gravemente ferito, il giovane riesce a rialzarsi e tenta di fuggire. Barcolla, perde sangue, cerca aiuto. Viene inseguito dagli aggressori e, in stato confusionale, finisce sui binari del tram 4, dove si accascia e perde conoscenza. Solo l’intervento tempestivo dei soccorsi evita l’esito peggiore. Trasportato d’urgenza all’ospedale Giovanni Bosco, viene sottoposto alle cure necessarie. Si salva per circostanze fortuite.
Le indagini prendono forma grazie alle testimonianze della vittima e di un amico, che assiste alla scena e presta i primi soccorsi. Da lì gli agenti risalgono rapidamente all’identità del minorenne, già noto per la sua presenza abituale nella zona dei giardinetti. L’inchiesta si sviluppa su due binari paralleli: la Procura ordinaria e la Procura per i minorenni.
La giudice per le indagini preliminari ha disposto il carcere per il ventenne, ritenuto l’autore materiale delle coltellate, evidenziando una personalità fortemente aggressiva, priva di freni e incline a esplosioni di violenza improvvisa. Solo nel 2025, lo stesso giovane era già stato denunciato tre volte per rapina. Il 17enne risponde del concorso nel tentato omicidio, mentre la posizione degli altri membri del gruppo è ancora al vaglio degli investigatori.
La pm ha inoltre nominato un consulente tecnico per analizzare nel dettaglio le lesioni, fondamentali per chiarire ulteriormente la dinamica e consolidare il quadro accusatorio.
L’episodio scuote ancora una volta Barriera di Milano, quartiere spesso al centro della cronaca per baby gang, violenza giovanile e microcriminalità. Una richiesta insignificante si è trasformata in un’aggressione quasi mortale, lasciando dietro di sé ferite fisiche e un segnale inquietante sulla pericolosità di gruppi di giovani già noti alle forze dell’ordine, capaci di colpire senza esitazione e senza misura.
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