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14 Luglio 2015 - 15:52
Ricca Sergio
Via Francigena
Nel 1993, su iniziativa del Ministero del turismo italiano e delle 7 Regioni, il progetto della Via Francigena venne promosso a livello europeo, ricevendo l’approvazione dalla Commissione Europea - DG XXII - nell’ambito del Piano di Azione Comunitario in favore del turismo ed ottenendo il riconoscimento di itinerario culturale del Consiglio d’Europa il 21 aprile 1994 (Direzione educazione, cultura e sport, protocollo n. 459 del 4 maggio 1994).
Nel 2001 è stata fondata a Fidenza l'Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). Oggi tale associazione coinvolge oltre 100 enti locali e regioni europee. AEVF è stata riconosciuta nel 2007 come "réseau porteur" per la tutela, salvaguardia e valorizzazione dell'itinerario del Consiglio d'Europa.
Il 9 dicembre 2004, a Wroclaw, il Consiglio d'Europa ha dichiarato la Via Francigena “Grande itinerario culturale del Consiglio d'Europa” ai sensi della risoluzione (98) 4, adottata dal Comitato dei Ministri il 17 marzo 1998. La definizione “Grande itinerario culturale” fa riferimento a temi pan-europei definiti in più progetti di varie regioni europee con una cooperazione di lunga durata in più campi d'azione, riunendo abilità interdisciplinari.
Nel corso degli ultimi anni il percorso italiano della Via Francigena è stato oggetto di interventi pubblici, di aggiornamenti normativi, di progetti locali e nel 2008, il Ministero per i Beni e Attività Culturali ha dotato alcuni tracciati originari sul territorio italiano (972 chilometri) di una segnaletica adeguata (circa 6.000 cartelli, circa uno ogni 500 metri);
“La Via Francigena - sottolinea Luigi Sergio Ricca - rappresenta la chance più concreta di realizzare in Italia un’esperienza straordinaria, almeno pari a quella mondialmente nota del Cammino di Santiago di Compostela”.
La candidatura della Via Francigena peraltro farebbe da volano per promuovere e valorizzare l’Italia come un vero e proprio “museo diffuso“ ampliando e diversificando l’offerta dei flussi turistici tradizionali, favorendo una fruizione lenta, sostenibile, integrabile con le tante e diverse peculiarità delle realtà territoriali.
“L’8 dicembre 2015 -scrivono i 33 deputati che a maggio hanno presentato una mozione - Papa Francesco aprirà il Giubileo che si concluderà nel mese di dicembre 2016. L’Anno Santo oltre a rappresentare una opportunità di crescita economica ed occupazionale (nel 2000, l’anno dell’ultimo Giubileo, l’Italia registrò una crescita record del Pil del 2,9 per cento; il tasso di disoccupazione calò di un punto percentuale; solo a Roma la presenza di turisti e pellegrini portò circa 13mila miliardi di lire, 2mila miliardi in più rispetto al 1999) è inevitabilmente una opportunità strategica ed irrinunciabile, oltre che una evento dagli innumerevoli valori simbolici, per veicolare e rafforzare la candidatura della Via Francigena;.Edicola digitale
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