E sia, oggi non mi tirerò indietro, e mi occuperò di un personaggio che
sicuramente tutti voi conoscerete: Sant'Eulogio. Come dite? Mai sentito
nominare? La cosa in realtà non mi stupisce affatto, in quanto di costui si
parla pochissimo, soprattutto da Barbara D'Urso, e le fonti sono assolutamente
carenti. Di conseguenza, sarò costretto a raccontarvi più palle del solito.
Cominciamo dal principio, ossia dalla nascita: non si sa quando sia nato. Se il
buongiorno si vede dal mattino...
E allora veniamo al nome: non se ne sa una sega. No, dai, scherzo, pare che sia
un nome di origine orientale. Esauriente, no? Manco per niente: orientale di
dove? Non è un tantino generico? L'oriente va dall'Europa Orientale all'Asia.
Quindi mezzo mondo a disposizione.
Ma veniamo ad una notizia, probabilmente vera, una delle pochissime: pare che
sia stato consacrato Vescovo (sì, non ve l'ho detto? Si ritiene che sia stato
il primo Vescovo di Ivrea; almeno, così vuole la tradizione) nel 430. Sembra
che per l'occasione gli siano stati attribuiti come chierichetti tali Gigno
Vinia e Giulio Balzolà.
Il primo era uno chef stellato (ma all'epoca si diceva lunato, anche perché a
inizio Medio Evo la cucina era molto variabile e approssimativa), specializzato
nella tofeja di fave (in quel tempo i fagioli in Europa non venivano coltivati)
aromatizzata alle aiucche, erba ruta e una pianta rarissima presto scomparsa,
in quanto Gigno era solito consumarne delle vagonate senza ritegno.
Il secondo pare facesse qualcosa, ma purtroppo non si è mai potuto sapere cosa,
ad eccezione del salutare militarmente i centurioni di passaggio
nell'eporediese.
Altra probabile notizia, è che Eulogio ebbe modo di conoscere a Vercelli
Sant'Eusebio, di cui parlerei volentieri, in quanto di lui si sa parecchio, e
non mi toccherebbe inventarmi un sacco di cazzate, ma purtroppo con Ivrea non
c'entra una beneamata. La cosa che può essere interessante citare è che dato
l'incontro a Vercelli, verrebbe da pensare a Eusebio da Vercelli. Tutto bene,
tranne che Sant'Eusebio da Vercelli era morto da sessant'anni! E siccome
c'è un Sant'Eusebio da Milano, possiamo attribuire l'incontro a questo qui.
E ben ce ne coglie, visto che i nostri due beniamini si reincontreranno
nel 451 (dal 430 ad allora non se ne sa più una cippa), proprio al Sinodo nella
città omonima.
Ora potremmo dilungarci su tale assemblea, ma meglio non strafare. Vi basti
sapere che all'incontro vennero ammesse solo due donne:
una tale Georgia Popolo, che costrinse tutti i Vescovi presenti a partecipare
ad un presepe vivente, imponendo loro anche dei ruoli imbarazzanti, per
personaggi della loro caratura; nonché Anna Malo, che spiegò che il Diluvio
Universale non fu che una pioggerellina di marzo che picchiò argentina sui
tegoli vecchi dei tetti.
Volete sapere dell'altro? Beh, non c'è! E non fate finta che non ve l'avessi
detto!
Ora vi saluto, che parlarvi di un argomento di cui non si sa una fava mi ha
messo tanta tristezza.
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