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12 Agosto 2018 - 16:04
La strada indicata attraversa la Svizzera, la Francia, l’Inghilterra e ben otto regioni italiane. Tra queste ultime vi è anche il Piemonte con un tratto, in particolare, prettamente morenico-canavesano che copre 55 km.
A gestire questa parte di tragitto è l’Associazione Via Francigena di Sigerico che, da dieci anni a questa parte, organizza diverse camminate per ripercorre i passi dell’arcivescovo inglese. Per capirne di più abbiamo parlato con Paolo Facchin, uno dei fondatori dell’associazione e attuale presidente.
“Il tratto di cui ci occupiamo va dal ponte romano di Pont Saint Martin fino al confine con Viverone e copre due tappe della Via Francigena di Sigerico”, ci spiega. “Lavoriamo in sinergia con altri dieci comuni della provincia di Torino”, precisa, “organizzando, durante tutto l’anno, molte passeggiate e arrivando a percorrere tutto l’Anfiteatro Morenico a tappe”.
“Generalmente”, continua, “prevediamo gruppi di cinquanta-sessanta persone per ogni uscita e, soprattutto d’estate, privilegiamo le e in montagna. Inoltre, organizziamo anche molte gite fuori zona, come a Pavia, Piacenza, ma anche in Svizzera e sulla Loira.”
Per poter partecipare alle camminate è necessario diventare soci dell’associazione che si occupa, fra l’altro, anche dell’accoglienza pellegrini nella sede d’Ivrea.
Come illustra Facchin: “A coloro che passano – tutti indicati, per comodità, col nome di pellegrini - diamo indicazioni e prenotiamo un posto letto per la notte. Inoltre, offriamo anche assistenza notturna. Il flusso di viandanti è in continua crescita”, commenta, “e si è calcolato che l’anno scorso siano stati in più di tremila a fermarsi ad Ivrea”.
Si tratta di persone provenienti da ogni dove: dal Canada alla Nuova Zelanda, ma anche da Spagna, Francia, Russia e perfino Corea.
“Solitamente coloro che si mettono in viaggio”, aggiunge, “hanno già percorso il Cammino di Santiago de Compostela e desiderano continuare il loro cammino”.
Non mancano, tuttavia, anche giovani, famiglie con bambini e persone che si spostano in solitudine e chi, alla tradizionale camminata, preferisce la bici o il cavallo.
Paolo Facchin

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