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Tari 2026 a San Mauro: sconti, scadenze e Tarip rimandata. Ecco cosa cambia davvero

La tariffa puntuale slitta, ma cambia il sistema. Agevolazioni fino al 25% per le famiglie più in difficoltà

Tari 2026 a San Mauro: sconti, scadenze e Tarip rimandata. Ecco cosa cambia davvero

Tari 2026 a San Mauro: sconti, scadenze e Tarip rimandata. Ecco cosa cambia davvero

Tre rate, agevolazioni riviste e una riforma che resta in sospeso. La Tari 2026 a San Mauro Torinese si muove in un equilibrio non semplice, tra nuove norme nazionali e un percorso locale che procede a velocità ridotta.

Le scadenze sono ormai definite: secondo un atto approvato di recente dalla Giunta comunale, l’acconto sarà suddiviso in tre rate (30 maggio, 30 luglio e 30 settembre), oppure in un’unica soluzione entro fine maggio. Gli importi saranno calcolati sulla base delle tariffe 2025, in attesa del saldo finale.

Sul fronte delle agevolazioni, il cambiamento è più evidente. Con l’introduzione del bonus sociale rifiuti – uno sconto del 25% per le famiglie con ISEE più basso – il Comune ha dovuto rivedere il proprio sistema per evitare sovrapposizioni. Risultato: nel 2026 resta una sola riduzione locale, pari al 18% per le fasce intermedie. Un passaggio che riduce gli spazi di manovra dell’ente e rafforza il ruolo delle misure statali.

Un sistema più uniforme, ma anche più complesso. Anche perché il bonus relativo al 2025 verrà applicato nel 2026, creando uno sfasamento che ha imposto una revisione tecnica dei calcoli. A questo si aggiunge il vincolo della regolarità nei pagamenti: chi ha arretrati dovrà comunque fare i conti con i solleciti.

Matteo Fogli

Fin qui, la parte più visibile. Ma il vero nodo resta un altro: la Tarip, la tariffa puntuale che dovrebbe far pagare in base ai rifiuti prodotti. A San Mauro non partirà nel 2026. Non perché sia stata accantonata, ma perché – come spiegato negli scorsi mesi dall’assessore al bilancio e ai rifiuti Matteo Fogli – il Comune non è ancora pronto ad affrontare una riforma così strutturale.

Pesano fattori organizzativi e tecnici: dalla transizione informatica legata al PNRR alla riorganizzazione degli uffici. Il risultato è uno stop temporaneo, con la prospettiva di riprendere il percorso nei prossimi mesi.

Nel frattempo, però, il territorio si muove. Nei Comuni collinari vicini – da Gassino a Castiglione, fino a San Raffaele Cimena – la Tarip è già in fase operativa: partirà una sperimentazione nel 2026 per arrivare a regime dal gennaio 2027. Lì il sistema sarà basato su contenitori tracciati, capaci di registrare i conferimenti e collegarli alle singole utenze. Un cambio di paradigma: chi produce meno indifferenziato paga meno.

San Mauro, invece, resta nel modello tradizionale. Con una differenza: si prepara comunque al cambiamento. Dal 2026 il ritiro dell’indifferenziato diventerà quindicinale, non più settimanale. Una scelta che punta a ridurre la produzione di rifiuti e ad avvicinare la città agli obiettivi regionali, che impongono limiti sempre più stringenti.

Una misura intermedia, che però non convince tutti. Dall’opposizione sono arrivate perplessità sui possibili effetti: disagi nei condomìni, rischio di abbandono dei rifiuti e percezione di un servizio ridotto. Un dibattito che riflette un punto più ampio: la gestione dei rifiuti non è solo una questione tecnica, ma anche sociale.

Sul fondo resta il contesto economico. Inflazione, costi energetici e tensioni internazionali – come quelle legate al Medio Oriente – continuano a incidere sui bilanci pubblici. E anche un servizio come quello dei rifiuti non è immune da queste dinamiche.

Il quadro che emerge è quello di una transizione incompleta. Da una parte le nuove agevolazioni, dall’altra una riforma che altrove è già in movimento ma che a San Mauro resta rinviata. In mezzo, un sistema che cambia, ma senza ancora trovare un assetto definitivo.

Per i cittadini, la conseguenza è concreta: la Tari resta una delle voci più complesse del bilancio familiare. E capire come evolverà nei prossimi anni dipenderà non solo dalle scelte locali, ma anche dalla capacità di portare a termine – prima o poi – quella rivoluzione che oggi è ancora ferma.

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