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Stellantis chiude la produzione a Poissy: fine di un’era, la fabbrica simbolo diventa centro di riciclo

Scossa in Francia: addio alle auto nello storico sito alle porte di Parigi, resta solo l’economia circolare

STELLANTIS

STELLANTIS (foto di repertorio)

Fine della produzione di automobili nello storico stabilimento Stellantis di Poissy, alle porte di Parigi. Il sito, simbolo dell’industria automobilistica francese, sarà riconvertito entro il 2030 in una fabbrica dedicata a componentistica, ricondizionamento e riciclo dei veicoli usati. Una decisione che scuote la Francia e segna un nuovo capitolo nella trasformazione del settore.

Nel sito oggi vengono prodotte la Ds e l’Opel Mokka, ma il gruppo ha già avviato la riconversione con un investimento da 100 milioni di euro, assicurando che lo stabilimento “avrà sempre un futuro industriale”. Contestualmente, Stellantis ha annunciato anche una partnership con Microsoft per integrare l’intelligenza artificiale nei veicoli e nei processi aziendali.

La notizia ha trovato ampio spazio sui quotidiani francesi, con titoli che parlano apertamente di declino: “Poissy, simbolo del declino dell’industria dell’auto in Francia” e “Il lento declino dell’auto francese”. Non a caso, quello di Poissy era l’ultimo impianto di assemblaggio automobilistico dell’Île-de-France e uno dei cinque del gruppo nel Paese, su un totale di undici fabbriche francesi.

Oggi nello stabilimento lavorano 1.925 operai “sulla carta”, ma circa 1.580 effettivi. Entro il 2030 il numero scenderà a circa mille, ma l’azienda precisa che le uscite avverranno senza traumi, attraverso esodi volontari e pensionamenti.

A spiegare il piano è il direttore dello stabilimento Eric Haan: «Da Poissy abbiamo lavorato insieme per costruire un futuro sostenibile attorno a quattro nuove attività industriali che saranno sviluppate gradualmente entro il 2030». E ancora: «Il nuovo focus industriale di Poissy diventerà una risorsa decisiva nel supportare i clienti durante tutto il ciclo di vita del veicolo, dall'estensione della vita utile alla trasformazione del veicolo e al recupero del valore».

Il nuovo assetto produttivo prevede la realizzazione di componenti sia per veicoli nuovi sia per il mercato aftermarket, una linea dedicata allo smontaggio e al riutilizzo dei pezzi in ottica di economia circolare, la preparazione di veicoli speciali – incluse edizioni limitate e programmi sportivi per clienti – e la conversione di mezzi commerciali leggeri e flotte aziendali. A Poissy nascerà anche un centro per la stampa 3D destinato a piccoli lotti e prototipi di ricerca e sviluppo.

Il gruppo guidato da Antonio Filosa manterrà comunque in Francia quattro stabilimenti produttivi su 42 a livello globale: Mulhouse, Sochaux, Rennes e Hordain. Nel 2025 la produzione complessiva è stata di circa 662.000 veicoli, di cui il 13,5% realizzati proprio a Poissy.

ANTONIO FILOSA AD STELLANTIS

Lo stabilimento, aperto nel 1938, rappresenta un pezzo di storia industriale: nel 1976 dava lavoro a 27.000 dipendenti. Ma la crisi dell’industria automobilistica nell’area parigina ha già colpito duramente negli anni, con la chiusura della Renault di Boulogne-Billancourt nel 1992, della Psa di Aulnay-sous-Bois nel 2014 e, più recentemente, della Renault di Flins.

A difendere la scelta è Xavier Chéreau, responsabile Risorse umane e Sostenibilità di Stellantis: «In un'industria automobilistica in profonda trasformazione, questo progetto, messo a punto con i partner sociali, garantisce un futuro sostenibile per il sito industriale di Poissy, costruito attorno ad attività chiaramente focalizzate sul futuro. Questa è una conferma della nostra politica sociale responsabile».

Una trasformazione che segna il passaggio da fabbrica di automobili a hub dell’economia circolare, ma che per molti rappresenta anche la fine di un simbolo industriale.

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