AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
16 Aprile 2026 - 19:38
Clima, segnali sempre più chiari: marzo ai vertici storici (foto di repertorio)
Il caldo non rallenta. E soprattutto non è più un’anomalia isolata.
Secondo i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S), marzo 2026 si colloca tra i mesi più caldi mai registrati a livello globale, con un’anomalia di circa +1,48 °C rispetto all’era preindustriale. È il quarto marzo più caldo di sempre, ma il dato, da solo, racconta solo una parte della situazione.
Il quadro complessivo è più ampio. E più stabile di quanto possa sembrare.
La temperatura media globale dell’aria superficiale si è attestata intorno ai 13,94 °C, con un valore superiore di circa 0,53 °C rispetto alla media del periodo 1991-2020. Una deviazione che conferma una tendenza ormai consolidata: il progressivo aumento delle temperature su scala globale.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda gli oceani.
Le temperature superficiali marine (SST, Sea Surface Temperature) hanno raggiunto il secondo valore più alto mai registrato per il mese di marzo, con una media di circa 20,97 °C tra i 60°S e i 60°N. Un dato che viene osservato con particolare attenzione, perché gli oceani rappresentano uno dei principali regolatori del sistema climatico.
Il loro riscaldamento non è neutro.
Può anticipare e rafforzare fenomeni su larga scala, come El Niño, con effetti che si propagano su precipitazioni, temperature e dinamiche atmosferiche a livello globale.
Anche l’Europa si inserisce in questo scenario.
Il continente ha registrato il secondo marzo più caldo mai osservato, con una temperatura media di circa 5,88 °C, ben al di sopra dei valori storici. Il dato è accompagnato da una riduzione significativa delle precipitazioni in molte aree.
Un elemento che assume maggiore rilievo se confrontato con quanto accaduto nel mese precedente.
Febbraio 2026 era stato caratterizzato da condizioni opposte: freddo anomalo, piogge abbondanti e diversi episodi di alluvione, risultando uno dei mesi più freddi degli ultimi anni. Il passaggio da un estremo all’altro evidenzia una crescente variabilità del sistema climatico.
Fuori dall’Europa, il quadro non cambia.
Negli Stati Uniti e in Messico si sono registrate ondate di calore precoci e condizioni di siccità superiore alla media, con effetti già visibili sulle risorse idriche e sul settore agricolo. In altre aree dell’emisfero nord si sono osservati contrasti marcati, con anomalie sia positive sia negative rispetto ai valori di riferimento.
Il risultato è un sistema climatico sempre più irregolare.
Temperature in aumento, eventi estremi più frequenti, riduzione dei ghiacci e oceani in progressivo riscaldamento. Indicatori diversi che convergono nella stessa direzione.
Il dato di marzo non rappresenta quindi un picco isolato, ma si inserisce in una sequenza coerente.
Negli ultimi anni, i record di temperatura si sono susseguiti con maggiore frequenza, mentre gli oceani continuano ad accumulare calore. Allo stesso tempo, la riduzione dei ghiacci polari e dei ghiacciai montani modifica ulteriormente gli equilibri climatici.
Il quadro che emerge è ormai definito.
Il cambiamento climatico non è più una proiezione futura, ma una dinamica in corso, misurabile mese dopo mese attraverso indicatori sempre più convergenti.

Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.