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Volantino choc contro Bossi e Salvini a Rivoli: "Ora è morto, aspettiamo che mettano in galera Salvini"

Adduce (Lega): “Qui non è politica, è odio. Superato ogni limite”

Volantino choc contro Bossi e Salvini a Rivoli: "Ora è morto, aspettiamo che mettano in galera Salvini"

Volantino choc contro Bossi e Salvini a Rivoli: "Ora è morto, aspettiamo che mettano in galera Salvini"

A Rivoli il confronto politico si accende e supera, secondo la Lega, una soglia che non dovrebbe mai essere oltrepassata. Nella bacheca del partito è infatti comparso un volantino dal contenuto fortemente offensivo, in cui si arriva a esultare per la morte di Umberto Bossi e ad augurare il carcere al leader Matteo Salvini.

A denunciare l’episodio è Laura Adduce, segretario e capogruppo della Lega, che parla apertamente di un clima ormai degenerato: «È stato superato ogni limite del confronto civile e democratico».

Parole nette, che segnano un confine preciso tra dialettica politica e attacco personale. Secondo Adduce, infatti, non si tratterebbe più di scontro tra idee: «Non siamo più nel campo del confronto, né dello scontro politico: qui siamo davanti all’odio, alla disumanità e a una totale assenza di rispetto verso le persone e le istituzioni».

Nel mirino, in particolare, il contenuto del volantino, giudicato inaccettabile sotto ogni profilo. «Esultare per la morte di un uomo significa aver smarrito ogni riferimento etico», sottolinea la capogruppo, che aggiunge come l’uso di slogan legati alla giustizia rappresenti «una pericolosa deriva giustizialista e l’assenza di qualsiasi cultura dello Stato».

Un passaggio che evidenzia non solo la gravità del gesto, ma anche il rischio, secondo la Lega, di uno scivolamento più ampio nel linguaggio politico, sempre più polarizzato e aggressivo.

Adduce insiste su questo punto, marcando la distanza da quel tipo di comunicazione: «Questo non è dissenso: è barbarie». E rilancia, rivendicando un diverso modo di fare politica: «Noi non ci faremo trascinare in questo clima avvelenato. Continueremo a fare politica con serietà, coraggio e dignità, guardando le persone negli occhi e senza mai abbassarci a questo livello».

L’episodio riaccende così il tema, sempre più centrale, dei toni del dibattito pubblico e dei limiti del confronto politico, soprattutto a livello locale, dove la vicinanza tra cittadini e istituzioni rende ancora più delicato il confine tra critica e offesa.

Il cartello

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