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Enaip Rivoli premiata dall’ANPI: una benemerenza che lega memoria e formazione delle nuove generazioni

Il riconoscimento per l’impegno educativo diventa un messaggio politico e civile contro stigma e percorsi di “serie B”

Enaip Rivoli premiata dall’ANPI: una benemerenza che lega memoria e formazione delle nuove generazioni

Enaip Rivoli premiata dall’ANPI: una benemerenza che lega memoria e formazione delle nuove generazioni

Un riconoscimento che va oltre la cerimonia e si carica di un valore simbolico forte, perché intreccia educazione, memoria e responsabilità civile. Enaip Rivoli ha ricevuto dall’ANPI di Rivoli una benemerenza per l’impegno educativo e formativo rivolto alle giovani generazioni, un premio che l’ente di formazione professionale ha accolto come un segnale profondo di continuità tra i valori della Resistenza e il lavoro quotidiano svolto nelle aule e nei laboratori.

La consegna della benemerenza arriva da un soggetto che non rappresenta soltanto una pagina di storia, ma una presenza viva nel dibattito civile del Paese. Proprio per questo, il riconoscimento assume un significato che va oltre l’apprezzamento istituzionale. È un passaggio che richiama direttamente i valori di libertà, uguaglianza e responsabilità civile, indicati come fondamento dell’impegno educativo di Enaip.

A sottolinearlo è la direttrice Silvia Formia, che lega il premio a una riflessione più ampia sul senso del lavoro educativo. «Questo riconoscimento ci invita a riflettere sul senso profondo del nostro lavoro quotidiano. Nei nostri centri di formazione professionale operiamo ogni giorno per contrastare lo stigma e i pregiudizi che ancora colpiscono molti giovani, spesso considerati erroneamente come destinatari di percorsi di “serie B”. Per noi, invece, ogni scelta formativa ha pari dignità e valore», ha spiegato.

È uno dei nodi centrali del dibattito sull’istruzione e sulla formazione professionale: la persistenza di una gerarchia implicita tra i percorsi di studio, che tende a relegare la formazione tecnica e professionale in una dimensione subalterna. Enaip rivendica invece una visione opposta, fondata sull’idea che la dignità di un percorso non dipenda dall’etichetta, ma dalla capacità di rispondere ai bisogni dei giovani e di offrire loro strumenti concreti per costruire il futuro.

Nel comunicato che accompagna la benemerenza, il riferimento a Sandro Pertini non è casuale. «I giovani non si educano con i sermoni ma con l’esempio» è la frase richiamata per spiegare il metodo educativo che ispira l’attività quotidiana dell’ente. Un principio che diventa particolarmente attuale in una fase storica segnata da incertezza, precarietà e rapidi cambiamenti, in cui i ragazzi e le ragazze mostrano una capacità crescente di leggere le contraddizioni del mondo adulto.

Secondo Enaip, le nuove generazioni non sono disattente né superficiali, ma sensibili e attente, capaci di cogliere incoerenze e mancanze di credibilità. Proprio per questo, il ruolo degli educatori non può limitarsi alla trasmissione di competenze tecniche, ma deve incarnare una coerenza tra parole e comportamenti. È qui che la formazione professionale diventa anche educazione civica nel senso più ampio del termine.

La missione di Enaip, come viene esplicitata nel testo, è prima di tutto quella di restituire fiducia: nel futuro, nelle proprie capacità, nella possibilità di trovare una direzione anche quando il percorso appare frammentato o segnato da fallimenti. Un lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, che si misura nel momento in cui un ragazzo o una ragazza torna a credere in sé stesso. Per l’ente, questo è il vero indicatore del valore del proprio impegno educativo.

In questo quadro, la benemerenza conferita dall’ANPI assume un significato ulteriore. Non è soltanto un attestato di stima, ma un incoraggiamento a proseguire su una strada che lega la formazione al patrimonio valoriale della Repubblica. I valori che hanno guidato i giovani della Resistenza vengono richiamati come fondamento dell’educazione contemporanea, non come memoria astratta, ma come pratica quotidiana.

«Ricevere una benemerenza dall’ANPI è quindi molto più di un riconoscimento: è un incoraggiamento a continuare a difendere e trasmettere quei valori che hanno guidato i giovani della Resistenza e che oggi restano il fondamento dell’educazione», si legge nel comunicato. Un passaggio che chiarisce il senso politico e civile dell’iniziativa, senza trasformarla in una celebrazione retorica.

La conclusione è affidata a un’immagine forte: accompagnare un giovane a riprovarci, a impegnarsi, a credere nelle proprie possibilità viene descritto come un “piccolo atto di resistenza civile” compiuto ogni giorno. Un’espressione che riporta il lavoro educativo dentro una cornice di responsabilità collettiva, in cui la formazione non è solo risposta al mercato del lavoro, ma strumento di costruzione della cittadinanza.

La benemerenza assegnata a Enaip Rivoli diventa così il punto di incontro tra passato e presente, tra memoria storica e sfide educative attuali. Un riconoscimento che parla ai formatori, agli studenti e, più in generale, a una comunità chiamata a interrogarsi su che cosa significhi davvero educare in un tempo fragile e complesso.

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