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Ospedale di Ciriè, in Ortopedia arrivano nuovi televisori: “Così rendiamo l’ospedale più umano”

Donati undici apparecchi dall’associazione Wolontari Clown: comfort e sostegno per i pazienti

Ospedale di Ciriè, in Ortopedia arrivano nuovi televisori: “Così rendiamo l’ospedale più umano”

Ospedale di Ciriè, in Ortopedia arrivano nuovi televisori: “Così rendiamo l’ospedale più umano”

All’ospedale di Ciriè la cura passa anche dai piccoli gesti. E a volte sono proprio questi a fare la differenza nella quotidianità di chi affronta una degenza. Sabato 21 marzo il reparto di Ortopedia e Traumatologia, diretto dal dottor Salvatore Caviglia, ha ricevuto in dono undici televisori grazie all’associazione Wolontari Clown.

Dieci apparecchi sono stati installati nelle stanze di degenza, mentre uno è stato destinato al day hospital ortopedico. Un intervento concreto che si inserisce nel percorso di umanizzazione delle cure, sempre più centrale nelle politiche sanitarie.

Non si tratta soltanto di un miglioramento materiale. In un reparto dove i pazienti sono spesso costretti a lunghi periodi di immobilità, la televisione diventa uno strumento capace di alleggerire il tempo della degenza. Offre distrazione, rompe la monotonia e, soprattutto per le persone anziane, mantiene un contatto con la quotidianità attraverso notizie, programmi familiari e abitudini che aiutano a non sentirsi isolati.

Proprio questo aspetto è stato sottolineato dall’Asl TO4, che ha evidenziato come iniziative di questo tipo possano contribuire anche a prevenire stati confusionali e senso di alienazione, fenomeni non rari nei contesti ospedalieri, soprattutto tra i pazienti più fragili.

Dietro la donazione c’è un legame consolidato nel tempo. L’associazione Wolontari Clown è infatti una presenza costante all’interno dell’ospedale: ogni sabato pomeriggio i volontari entrano nei reparti con i loro nasi rossi, camici colorati e spettacoli di magia, portando momenti di leggerezza tra le corsie. Un’attività fatta di ascolto, sorrisi e piccoli sketch che aiuta a restituire un senso di normalità, soprattutto a bambini e anziani.

La consegna dei televisori rappresenta quindi un passo ulteriore in un percorso condiviso: trasformare l’ospedale in un luogo non solo di cura clinica, ma anche di accoglienza, attenzione e relazione.

Perché, accanto alle terapie, c’è un bisogno meno visibile ma altrettanto importante: sentirsi meno soli.

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