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Parcheggi insufficienti all’ospedale di Cirié: tra disagi quotidiani e nuovi stalli annunciati

Sindacati denunciano disagi quotidiani per utenti fragili e personale sanitario, il Comune replica con un piano da 170 nuovi posti: scontro aperto sulla gestione dell’area attorno al presidio

Parcheggi insufficienti

Parcheggi insufficienti all’ospedale di Cirié: tra disagi quotidiani e nuovi stalli annunciati

Chi arriva all’ospedale di Cirié spesso comincia la propria visita con una caccia al parcheggio. Giri lenti attorno all’isolato, attese davanti agli stalli occupati, manovre improvvisate in spazi stretti. Il problema non è nuovo, ma nelle ultime settimane è tornato al centro del dibattito pubblico dopo la presa di posizione di Fp Cgil Torino, che parla di una situazione non più sostenibile per utenti e lavoratori.

Il nodo è la carenza di parcheggi nell’area antistante il presidio sanitario, punto di riferimento per un ampio bacino del Ciriacese e delle Valli di Lanzo. Secondo il sindacato, la difficoltà nel trovare uno stallo libero genera disagi quotidiani e ritardi che si ripercuotono direttamente sull’accesso alle cure. A farne le spese sarebbero soprattutto le persone più fragili: anziani, pazienti con problemi di deambulazione, cittadini che devono sottoporsi a visite, esami o terapie con orari precisi.

La scena è ricorrente: auto che si accodano lungo le vie limitrofe, conducenti che percorrono via Battitore e via Borsellino nella speranza di intercettare un posto che si libera. Quando questo non accade, l’alternativa è parcheggiare più lontano e affrontare a piedi il tragitto fino all’ingresso, con tutte le difficoltà che ciò comporta per chi non è in piena salute. Per il sindacato, la carenza di stalli – compresi quelli riservati alle categorie fragili e al personale – rappresenta una criticità strutturale che richiede un intervento urgente.

Il disagio non riguarda solo l’utenza. Anche medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo devono fare i conti con la stessa carenza. Il rischio è quello di accumulare ritardi involontari o di iniziare il turno già sotto pressione, in un contesto lavorativo che di per sé è complesso e spesso sottoposto a carichi elevati.

Il tema si fa ancora più delicato nelle ore serali e notturne. In assenza di parcheggi sufficienti nelle immediate vicinanze dell’ospedale, molti lavoratori sono costretti a lasciare l’auto in zone meno illuminate o più isolate. La percezione di insicurezza cresce, soprattutto considerando che una parte significativa del personale è composta da donne. Il rientro a casa dopo un turno notturno diventa un ulteriore elemento di tensione.

Dal canto suo, il sindaco Loredana Devietti respinge le accuse di immobilismo e sottolinea che la criticità è nota e monitorata da tempo. L’amministrazione rivendica una serie di interventi già messi in campo e altri in fase di realizzazione. Dopo il recupero di alcuni stalli in via Battitore e via Borsellino, a marzo è prevista l’inaugurazione di 70 nuovi posti auto in via Vaccarezza.

Non solo. Sono già stati appaltati i lavori per ulteriori 68 stalli nel prolungamento di via Borsellino, ai quali si aggiungeranno altri 30 posti nell’area dell’ex cinema. In totale, secondo il piano illustrato dal Comune, si arriverebbe a circa 170 nuovi stalli destinati a utenti, residenti e personale sanitario.

L’amministrazione parla di una programmazione sostenibile, portata avanti in confronto con l’Asl To4, e invita a evitare polemiche che rischiano di alimentare tensioni senza offrire soluzioni concrete. L’obiettivo dichiarato è ampliare gradualmente l’offerta di parcheggi senza compromettere l’equilibrio urbanistico della zona.

Resta però la distanza tra i tempi dell’amministrazione e la quotidianità di chi ogni giorno si trova a cercare un posto auto prima di entrare in ospedale. Per i cittadini che devono effettuare una visita specialistica o accompagnare un familiare, il problema è immediato. Per il personale sanitario, la questione incide sulla qualità del lavoro e sul senso di sicurezza.

Il caso di Cirié riporta al centro un tema più ampio: l’accessibilità ai servizi sanitari. Un presidio ospedaliero non è soltanto un edificio, ma un sistema che deve funzionare nel suo insieme, dalla prenotazione alla viabilità. Se il primo ostacolo diventa trovare parcheggio, il rischio è che la percezione di inefficienza si estenda all’intero servizio.

Intanto, attorno all’ospedale, la scena resta la stessa: auto in attesa, manovre lente, sguardi verso l’orologio. Ogni posto che si libera è una conquista. Ogni giro a vuoto è un ritardo che pesa. La sfida ora è trasformare i numeri annunciati – 170 nuovi stalli – in soluzioni concrete e visibili. Perché in una città che ruota attorno al suo ospedale, anche un parcheggio può diventare terreno di scontro politico e sociale.

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