Il nodo è la carenza di parcheggi nell’area antistante il presidio sanitario, punto di riferimento per un ampio bacino del Ciriacese e delle Valli di Lanzo. Secondo il sindacato, la difficoltà nel trovare uno stallo libero genera disagi quotidiani e ritardi che si ripercuotono direttamente sull’accesso alle cure. A farne le spese sarebbero soprattutto le persone più fragili: anziani, pazienti con problemi di deambulazione, cittadini che devono sottoporsi a visite, esami o terapie con orari precisi.
La scena è ricorrente: auto che si accodano lungo le vie limitrofe, conducenti che percorrono via Battitore e via Borsellino nella speranza di intercettare un posto che si libera. Quando questo non accade, l’alternativa è parcheggiare più lontano e affrontare a piedi il tragitto fino all’ingresso, con tutte le difficoltà che ciò comporta per chi non è in piena salute. Per il sindacato, la carenza di stalli – compresi quelli riservati alle categorie fragili e al personale – rappresenta una criticità strutturale che richiede un intervento urgente.
Il disagio non riguarda solo l’utenza. Anche medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo devono fare i conti con la stessa carenza. Il rischio è quello di accumulare ritardi involontari o di iniziare il turno già sotto pressione, in un contesto lavorativo che di per sé è complesso e spesso sottoposto a carichi elevati.
Il tema si fa ancora più delicato nelle ore serali e notturne. In assenza di parcheggi sufficienti nelle immediate vicinanze dell’ospedale, molti lavoratori sono costretti a lasciare l’auto in zone meno illuminate o più isolate. La percezione di insicurezza cresce, soprattutto considerando che una parte significativa del personale è composta da donne. Il rientro a casa dopo un turno notturno diventa un ulteriore elemento di tensione.
Dal canto suo, il sindaco Loredana Devietti respinge le accuse di immobilismo e sottolinea che la criticità è nota e monitorata da tempo. L’amministrazione rivendica una serie di interventi già messi in campo e altri in fase di realizzazione. Dopo il recupero di alcuni stalli in via Battitore e via Borsellino, a marzo è prevista l’inaugurazione di 70 nuovi posti auto in via Vaccarezza.
Non solo. Sono già stati appaltati i lavori per ulteriori 68 stalli nel prolungamento di via Borsellino, ai quali si aggiungeranno altri 30 posti nell’area dell’ex cinema. In totale, secondo il piano illustrato dal Comune, si arriverebbe a circa 170 nuovi stalli destinati a utenti, residenti e personale sanitario.
L’amministrazione parla di una programmazione sostenibile, portata avanti in confronto con l’Asl To4, e invita a evitare polemiche che rischiano di alimentare tensioni senza offrire soluzioni concrete. L’obiettivo dichiarato è ampliare gradualmente l’offerta di parcheggi senza compromettere l’equilibrio urbanistico della zona.
Resta però la distanza tra i tempi dell’amministrazione e la quotidianità di chi ogni giorno si trova a cercare un posto auto prima di entrare in ospedale. Per i cittadini che devono effettuare una visita specialistica o accompagnare un familiare, il problema è immediato. Per il personale sanitario, la questione incide sulla qualità del lavoro e sul senso di sicurezza.
Il caso di Cirié riporta al centro un tema più ampio: l’accessibilità ai servizi sanitari. Un presidio ospedaliero non è soltanto un edificio, ma un sistema che deve funzionare nel suo insieme, dalla prenotazione alla viabilità. Se il primo ostacolo diventa trovare parcheggio, il rischio è che la percezione di inefficienza si estenda all’intero servizio.
Intanto, attorno all’ospedale, la scena resta la stessa: auto in attesa, manovre lente, sguardi verso l’orologio. Ogni posto che si libera è una conquista. Ogni giro a vuoto è un ritardo che pesa. La sfida ora è trasformare i numeri annunciati – 170 nuovi stalli – in soluzioni concrete e visibili. Perché in una città che ruota attorno al suo ospedale, anche un parcheggio può diventare terreno di scontro politico e sociale.