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Imprese a rischio futuro: in Piemonte il passaggio generazionale diventa un’emergenza

Next Lab lancia l’allarme: giovani poco attratti, burocrazia e modelli rigidi frenano la continuità

NEXT LAB PIEMONTE: il futuro dell’impresa si costruisce insieme

NEXT LAB PIEMONTE: il futuro dell’impresa si costruisce insieme (foto FB)

La continuità d’impresa è sempre più complessa e il passaggio generazionale rischia di diventare un nodo critico per il futuro del sistema produttivo. È quanto emerso a Next Lab Piemonte, tappa regionale del percorso nazionale promosso da Cna Giovani Imprenditori, che si è svolta nella sede di Cna Piemonte a Torino.

All’iniziativa hanno partecipato circa cinquanta tra imprenditori e studenti, suddivisi in cinque gruppi di lavoro coordinati dai Giovani Imprenditori Cna, con l’obiettivo di analizzare criticità e prospettive legate alla trasmissione delle imprese.

Presente anche la presidente nazionale di Cna Giovani Imprenditori, Selene Re, insieme ai presidenti regionali e nazionali di Mestiere e di Unione, a conferma della rilevanza strategica del tema.

Ad aprire e accompagnare i lavori sono stati il presidente di Cna Piemonte, Giovanni Genovesio, il segretario regionale Delio Zanzottera, il presidente regionale dei Giovani Imprenditori Enrico Vaccarino e la coordinatrice Rachele Sinico, che hanno evidenziato la centralità del ricambio generazionale e la necessità di costruire un dialogo concreto con le nuove generazioni.

Dal confronto è emerso un quadro chiaro: oggi la continuità d’impresa è più difficile da garantire. Spesso manca una pianificazione adeguata e il modello organizzativo resta fortemente legato alla figura del titolare. A questo si aggiungono ostacoli strutturali come la burocrazia, le difficoltà di accesso al credito e una limitata apertura all’innovazione.

Un altro elemento critico riguarda i tempi: il passaggio generazionale viene frequentemente affrontato troppo tardi, senza un adeguato percorso di affiancamento e formazione.

Dal lato dei giovani, invece, emerge una posizione netta: l’impresa non viene rifiutata, ma deve cambiare. Le nuove generazioni chiedono maggiore spazio decisionale, possibilità di innovare, percorsi di crescita chiari, un migliore equilibrio tra vita e lavoro e modelli organizzativi più aperti e sostenibili.

Proprio su questi aspetti si è concentrata la restituzione finale dei gruppi di lavoro, evidenziando la necessità di ripensare profondamente il rapporto tra impresa e nuove generazioni.

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