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Economia
20 Marzo 2026 - 19:21
Migliaia in corteo a Cassino per difendere lo stabilimento Stellantis. In foto Fim Cisl
La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino diventa il simbolo della difficoltà dell’intero settore automotive italiano. Migliaia di persone sono scese in piazza in una manifestazione unitaria organizzata dai sindacati metalmeccanici, che ha coinvolto lavoratori, indotto, associazioni imprenditoriali, istituzioni locali e cittadini, tutti uniti da una richiesta chiara: lavoro e futuro.
Alla mobilitazione hanno partecipato anche delegazioni provenienti da altri stabilimenti del gruppo, tra cui Melfi e Pomigliano, a testimonianza di una preoccupazione che supera i confini locali e riguarda l’intero comparto.
«Tutti insieme vogliamo fermare la chiusura di Cassino. E' necessario intervenire con urgenza, non dobbiamo aspettare il 21 maggio, giorno dell'Investor Day di Stellantis. Chiediamo alla premier Meloni e all'amministratore delegato Filosa che, prima della presentazione del piano industriale, ci sia un incontro con le istituzioni, i sindacati e le aziende della componentistica per garantire un futuro all'automotive a partire da questa fabbrica», ha dichiarato Michele De Palma, segretario generale della Fiom.
I numeri raccontano una crisi profonda e prolungata. A sottolinearlo è stato Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cisl: «A Cassino la produzione è ai minimi storici: il 2025 si è chiuso con meno di 20.000 vetture prodotte, mentre le stime per il 2026 si attestano intorno alle 13.000 unità. Un crollo drammatico se si considera che solo otto anni fa si producevano 135.263 auto con oltre 4.300 dipendenti. Tutte le promesse sono state disattese. Oggi l'occupazione si attesta intorno alle 2.000 unità e l'attività produttiva è ridotta a circa 5-6 giorni lavorativi al mese. Dall'inizio dell'anno sono stati appena 16 i giorni di lavoro».
Una fotografia che evidenzia un declino industriale che dura da anni e che ora rischia di diventare irreversibile senza interventi concreti. Sulla stessa linea anche Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, che ha chiesto impegni chiari e immediati: «Non ci sono certezze quello che avevano detto nel piano Italia si è dimostrato non realizzabile. Vogliamo da Stellantis impegni precisi sulla risalita produttiva e sui modelli, rinviare al 2028 o al 2030 è un disastro».
Non solo i sindacati, ma anche il mondo produttivo locale ha preso parte alla protesta. Vittorio Celletti, presidente di Unindustria Cassino, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «Noi ci siamo perché si tratta di una manifestazione di proposta. Stellantis ha un ruolo importante così come l' indotto che oggi è in sofferenza».
Attualmente nello stabilimento di Cassino vengono prodotte Alfa Romeo Stelvio, Giulia e Maserati Grecale. Tuttavia, le prospettive restano incerte: il lancio delle versioni elettriche di Stelvio e Giulia è stato sospeso, nonostante fossero già pronte, mentre è stato avviato un programma per le motorizzazioni ibride che richiede una nuova piattaforma e tempi più lunghi.
In questo contesto, la manifestazione rappresenta non solo una protesta, ma anche un tentativo di invertire una rotta che, secondo i sindacati, dura da almeno otto anni. La richiesta è una sola: chiarezza, subito, prima che sia troppo tardi.
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