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20 Marzo 2026 - 22:58
GRUPPO ERMENEGILDO ZEGNA - ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI LUSSO MADE IN ITALY
Il gruppo Ermenegildo Zegna chiude il 2025 con risultati solidi, sfidando un contesto internazionale sempre più complesso. L’utile netto ha superato i 109,5 milioni di euro, segnando una crescita del 20%, nonostante le tensioni geopolitiche e le difficoltà del settore.
A sottolinearlo è il presidente esecutivo Gildo Zegna, che guarda con prudente ottimismo al futuro: «è iniziato bene, nonostante le incertezze che stiamo affrontando nelle ultime settimane a causa della guerra in Medio Oriente».
E ancora: «Nel complesso, anche se le prime 8-10 settimane presentano delle sfide, stiamo vedendo risultati positivi».

GILDO ZEGNA - PRESIDENTE GRUPPO ZEGNA
Il conflitto in Iran ha avuto un impatto diretto sui mercati degli Emirati, mentre la situazione globale continua a influenzare la domanda. Tuttavia, il gruppo conferma la rotta e resta focalizzato sugli obiettivi del piano al 2027, pur senza ignorare «i potenziali rischi legati alla durata del conflitto».
I segnali incoraggianti arrivano soprattutto dalle Americhe e da un’Europa definita “resiliente”. Più cauta la visione sulla Cina, dove, nonostante un Capodanno superiore alle attese, la previsione per l’anno resta “piatta”.
I mercati finanziari premiano i risultati: a Wall Street il titolo ha registrato un balzo del 6% in avvio.
Sul fronte dei ricavi, il gruppo ha raggiunto 1.916,9 milioni di euro, in calo dell’1,5% ma in crescita dell’1,1% a perimetro costante. L’utile netto rettificato si attesta a 163 milioni, in diminuzione rispetto ai 184 milioni del 2024, influenzato da 10 milioni di accantonamenti legati al caso Saks Global, che ha richiesto il Chapter 11.
Sul tema, Gildo Zegna mantiene fiducia: «incrociamo le dita, ma crediamo fermamente che il gruppo Saks rimarrà una parte importante del nostro futuro per andare avanti insieme. Siamo stati rassicurati dalla validità del piano».
In netto miglioramento anche la posizione finanziaria: il gruppo torna in positivo per 52 milioni di euro, rispetto all’indebitamento di 94 milioni dell’anno precedente, mentre il flusso di cassa sale a 82,1 milioni dai precedenti 10,1 milioni. Confermato il dividendo di 0,12 euro per azione, per un totale di 32,2 milioni destinati agli azionisti.

A trainare i conti è ancora il brand Zegna, con un fatturato di 1.181,6 milioni (+4,7% a perimetro costante), seguito da Tom Ford Fashion con 317,1 milioni (+3,1%). In flessione invece Thom Browne, che registra un calo del 12,2% a 268,5 milioni, anche se il gruppo segnala segnali positivi nelle ultime settimane grazie al lancio delle sneakers Thom Browne Asics.
Le prospettive restano comunque positive per tutti i marchi, come evidenziato dallo stesso Gildo Zegna: «Abbiamo previsto un altro anno positivo, come quello scorso, per tutti e tre i marchi, in particolare Zegna e Tom Ford».
In un contesto segnato da guerre, crisi e incertezze globali, il gruppo Zegna conferma dunque la propria solidità, puntando su crescita, resilienza e strategia di lungo periodo.
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