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Torino capitale dell’antimafia: migliaia in corteo per le vittime, «fame di verità e giustizia»

Da tutta Italia e dall’estero le famiglie delle vittime: sabato 21 marzo la marcia di Libera torna in città dopo 20 anni

Torino capitale dell’antimafia: migliaia in corteo per le vittime, «fame di verità e giustizia»

Torino capitale dell’antimafia: migliaia in corteo per le vittime, «fame di verità e giustizia» (foto: don Ciotti)

Torino si prepara ad accogliere migliaia di persone da tutta Italia e dall’estero per la XXXI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Sabato 21 marzo il capoluogo piemontese tornerà a essere il cuore della manifestazione nazionale promossa da Libera, con un corteo che mancava in città da vent’anni.

Saranno centinaia le famiglie delle vittime della criminalità organizzata presenti, arrivate non solo da diverse regioni italiane ma anche da Paesi come Francia e Messico. Il corteo partirà da piazza Solferino per concludersi in piazza Vittorio, dove verranno letti uno a uno i nomi delle 1117 vittime innocenti delle mafie, in uno dei momenti più intensi e simbolici della giornata. La chiusura sarà affidata al fondatore di Libera, don Luigi Ciotti.

Proprio don Luigi Ciotti ha spiegato il significato dello slogan scelto per quest’anno: «Lo slogan di quest'anno è 'Fame di verità e giustizia' - spiega don Ciotti - e la parola da sottolineare con forza è proprio fame, il diritto alla verità, perché l'80% dei familiari delle vittime, molti dei quali saranno a Torino a camminare con noi, non conosce la verità. Eppure le verità passeggiano per le vie del nostro Paese, ma l'omertà uccide la verità, la speranza e senza verità non si può costruire giustizia».

Un passaggio che richiama anche il lavoro di costruzione della memoria portato avanti negli anni: «Non c'è mai stato un registro delle vittime, l'abbiamo costruito noi e continuiamo a farlo e quest'anno si aggiungono 15 nomi di persone che per anni non si sapeva neppure che esistessero. Non bisogna lasciare che la memoria vada in prescrizione e non bisogna dimenticare che oggi la mafia è molto forte».

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Tra i familiari presenti anche quelli del procuratore Bruno Caccia, ucciso dalla criminalità organizzata. A ricordare il valore della manifestazione è la figlia Paola Caccia: «La prima volta che ho partecipato a questa marcia è stata proprio qui a Torino nel 2006 - ricorda una delle figlie, Paola -. Questa marcia è un momento estremamente profondo, soprattutto quando si leggono i nomi delle vittime, una cosa che a me ricorda il rosario. Ci fa ricordare il dovere che abbiamo di non dimenticare, di ricordare l'ingiustizia di tutte queste vite distrutte. Ci vuole la memoria - aggiunge - ma anche l'impegno e il fatto che Libera ci abbia fatti conoscere ci ha dato la forza e il coraggio per reagire».

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Città di Torino e della Rai. A sottolineare il ruolo delle istituzioni è la vicesindaca Michela Favaro: «Questa manifestazione - sottolinea la vicesindaca Michela Favaro - dà il valore dell'impegno che come Città vogliamo continuare a mettere per la verità e la giustizia, è un dovere che hanno le istituzioni. Per questo, in questi anni come Città abbiamo voluto lavorare molto sui temi della legalità».

Sul fronte regionale, l’assessore Maurizio Marrone ha annunciato un ampliamento delle misure a sostegno della legalità: «Accogliendo una sollecitazione di Libera faremo in modo che al bando regionale finora dedicato ai Comuni per sostenere i costi per il riutilizzo di beni confiscati alla criminalità, ora possano accedere anche gli enti del terzo settore».

La giornata del 21 marzo sarà preceduta, venerdì, da un’assemblea nazionale che riunirà oltre 500 familiari delle vittime e da una veglia ecumenica in Duomo. In chiusura, è previsto un concerto al Teatro Regio.

Un appuntamento che intreccia memoria, impegno e partecipazione, riportando Torino al centro di una mobilitazione nazionale e internazionale contro le mafie.

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