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10 Marzo 2026 - 14:47
Antonio Vassallo, fotografo e testimone della strage di Capaci
Il 23 maggio 1992, alle 17.58, un tratto dell’autostrada A29 Palermo–Punta Raisi, all’altezza dello svincolo di Capaci, venne devastato da una violenta esplosione provocata da una carica di circa 500 chilogrammi di tritolo collocata in un cunicolo sotto il manto autostradale. L’attentato, organizzato da Cosa Nostra, provocò la morte del magistrato Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e di tre agenti della scorta: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.
La strage di Capaci segnò uno spartiacque nella Storia repubblicana italiana e nella lotta dello Stato contro la mafia.
A più di trent’anni di distanza, quella memoria continua a essere trasmessa anche attraverso la scuola. È l’obiettivo del percorso “Parliamo di Legalità”, promosso dall’Istituto Comprensivo di Castiglione Torinese, guidato dalla dirigente scolastica Patrizia Ciampà, che nelle prossime settimane porterà studenti e cittadini a confrontarsi con alcune delle pagine più significative della Storia italiana recente.
L’iniziativa nasce nell’ambito del Bando Legalità della Regione Piemonte, promosso dall’Assessorato all’Istruzione e al Merito, che sostiene percorsi educativi dedicati alla cittadinanza attiva e alla prevenzione dei fenomeni mafiosi.
Protagonisti del progetto sono gli studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado “Enrico Fermi”, che negli ultimi due anni hanno partecipato al concorso regionale, ottenendo risultati importanti: due vittorie consecutive, grazie alla realizzazione di elaborati digitali dedicati ai temi della legalità.
Tra i lavori premiati, un museo virtuale dedicato a Bruno Caccia, procuratore della Repubblica di Torino assassinato dalla ’ndrangheta il 26 giugno 1983.
Realizzato con alcuni alunni, il progetto ricostruisce la sua vicenda professionale e umana attraverso documenti, cronologie e materiali storici, frutto di settimane di lavoro laboratoriale dedicate alla ricerca delle fonti e alla progettazione dei contenuti digitali.
"A fine aprile i ragazzi trascorreranno tre giorni a Roma, ospiti della Polizia Penitenziaria, partecipando a laboratori dedicati alla legalità. Gli incontri si svolgeranno nella struttura intitolata a Giovanni Falcone, luogo simbolo della memoria della lotta alla mafia. All’ingresso della base sono esposti i resti dell’autovettura del magistrato, distrutta nell’attentato di Capaci", illustra la docente Daniela Gardano.
Per gli studenti si tratterà di un’esperienza educativa particolarmente significativa, che consentirà loro di confrontarsi direttamente con la memoria delle istituzioni impegnate nella difesa della legalità.
Il progetto non si limita alle attività scolastiche. Grazie alla collaborazione dei Comuni di Castiglione Torinese e San Raffaele Cimena, il percorso è stato esteso anche alla cittadinanza con una serie di incontri pubblici.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 13 marzo alle 20.45, presso il Salone Polivalente di Castiglione Torinese.
Durante la serata gli studenti presenteranno i propri elaborati e il museo virtuale dedicato a Bruno Caccia, raccontando il percorso di ricerca sviluppato durante i laboratori. All’incontro prenderanno parte rappresentanti delle associazioni Libera e Acmos, realtà impegnate nella promozione della cultura della legalità e nella sensibilizzazione dei giovani sui temi del contrasto alle mafie.
Il momento più significativo dell’intero percorso avrà però luogo venerdì 20 marzo. Ospite dell’iniziativa sarà Antonio Vassallo, fotografo e testimone diretto della strage di Capaci.
Vassallo fu tra i primi a raggiungere il luogo dell’esplosione, pochi minuti dopo la detonazione che devastò il tratto autostradale della A29 Palermo–Punta Raisi, all’altezza dello svincolo di Capaci. Da anni attraversa l’Italia incontrando studenti e cittadini per raccontare ciò che vide quel pomeriggio e per ricostruire la sequenza degli eventi immediatamente successivi all’attentato.
La presentazione è in programma alle 9.45, presso l’oratorio di Castiglione Torinese, ed è rivolta alle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado “Enrico Fermi”.
L'evento sarà replicato la sera stessa, alle 21, nella sala consiliare del Comune di San Raffaele Cimena, in un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza.
L’incontro rappresenta il momento centrale del progetto: un’occasione per ascoltare la voce di chi ha assistito direttamente alle conseguenze di uno degli attentati mafiosi che più hanno segnato la storia della Repubblica.
Il ciclo di iniziative si concluderà giovedì 15 maggio alle 20.45, nella sala consiliare del Comune di San Raffaele Cimena, con un nuovo incontro aperto alla cittadinanza.
La serata sarà realizzata dagli allievi dell’Istituto Comprensivo di Castiglione Torinese in collaborazione con l’associazione Azimut e rappresenterà un ulteriore momento di confronto pubblico sui temi della legalità e della partecipazione civica.
Gli incontri serali del progetto consentono agli studenti che partecipano al progetto intercomunale “Vivi il tuo paese”, promosso dai Comuni di Castiglione Torinese e San Raffaele Cimena, di ottenere un credito valido per il patentino civico “Io ci sono”.
Un ulteriore segno della volontà delle amministrazioni locali e della scuola di trasformare il lavoro svolto in classe in partecipazione civica concreta.
Il percorso “Parliamo di Legalità” porta la storia fuori dai libri e dentro la scuola, attraverso ricerca, incontri e testimonianze dirette. Dalla figura del magistrato Bruno Caccia alla testimonianza sulla strage di Capaci, gli studenti entrano in contatto con alcune delle pagine più decisive della storia recente del Paese.
Un lavoro che parte dalle aule e diventa occasione di conoscenza e confronto per il territorio.


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