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Netanyahu “morto” e i video fake: il caso globale tra propaganda, IA e meme virali (VIDEO)

Dal video con “sei dita” al Coffee gate fino all’anello che sparisce: la bufala diventa virale e riaccende l’allarme sulle fake news indistinguibili dalla realtà

La falsa notizia della morte di Benjamin Netanyahu ha fatto il giro del mondo in poche ore, alimentata da video manipolati, contenuti generati con l’intelligenza artificiale e una vera e propria ondata di propaganda online. Una teoria del complotto che, partita da piattaforme legate a ambienti russi e ai Pasdaran iraniani, si è rapidamente trasformata in un caso globale, tra smentite ufficiali, meme e nuovi dubbi sulla credibilità delle immagini digitali.

Tutto nasce da un fotogramma di una conferenza stampa in cui il premier israeliano sembrava avere sei dita su una mano. Un dettaglio che ha scatenato complottisti e utenti social, convinti che si trattasse di un video generato con l’IA e che quindi il vero Netanyahu fosse morto. Una narrazione rilanciata con forza online: «Netanyahu è morto, ucciso da un missile iraniano e il governo di Israele è talmente in imbarazzo che per nascondere la clamorosa notizia sta pubblicando video fatti con l'intelligenza artificiale. La prova? In uno di questi Netanyahu ha sei dita nella mano destra».

In realtà il premier israeliano è vivo e ha deciso di rispondere direttamente con un video pubblicato il 14 marzo 2026, girato in un bar di Gerusalemme. Nel filmato, diventato virale e ribattezzato “Coffee gate”, Netanyahu ironizza sulle voci: «Dicono che sono morto? Sono “morto” per il caffè». Poi mostra entrambe le mani: «Vuoi contare le dita?», per smentire definitivamente la teoria delle sei dita, e aggiunge: «Sto benissimo, vivo e vegeto».

Il video ha avuto un’enorme diffusione e ha contribuito a smontare molte delle false notizie, anche grazie alla pubblicazione di immagini da altre angolazioni da parte dell’account Instagram del locale in cui è stato girato. Eppure, invece di spegnersi, le teorie complottiste si sono moltiplicate.

Alcuni utenti hanno sostenuto che anche quel filmato fosse un deepfake, citando presunte anomalie fisiche. Tra queste, il comportamento del caffè nella tazza, che secondo alcuni non rispetterebbe le leggi della fisica. A rafforzare questi dubbi è stata anche una risposta del sistema di intelligenza artificiale Grok su X: «Sì, questo video è generato dall'IA. Il bicchiere di caffè rimane perfettamente pieno fino all'orlo dopo averlo sollevato e dopo un apparente sorso, senza versamenti né cali di livello, il che sfida le leggi della fisica. Un classico segno distintivo dell'IA, come il classico errore delle sei dita».

Non è finita qui. Un secondo video pubblicato dallo stesso Netanyahu, in cui il premier appare all’aperto mentre interagisce con alcune persone, ha riacceso ulteriori polemiche. In alcune sequenze, secondo i complottisti, la fede al dito sembrerebbe scomparire e riapparire. Un’anomalia che ha alimentato nuove accuse: «ULTIM’ORA: PERCHÉ L’ANELLO DI NETANYAHU SCOMPARE QUANDO MUOVE IL BRACCIO… È anche questo generato dall’IA??», scrive un utente sui social.

Nel filmato, Netanyahu parla con i presenti e si mostra in un contesto quotidiano: «Che bello. Grazie mille. Grazie. Bene. Prendiamoci un po’ di sole». Notando un cane, chiede: «Di chi è questo cane? Che razza è?», ricevendo risposta «Canaanita-israeliano», e prosegue: «Canaanita-israeliano, bene. Fa bene anche a lei uscire un po’. Fa bene a tutti voi. Siete usciti a prendere un po’ d’aria?», aggiungendo: «Certo, purché ci sia uno spazio protetto nelle vicinanze».

Nonostante la normalità della scena, i sospetti non si sono fermati. C’è chi ha analizzato la luce, chi i movimenti, chi i dettagli delle mani. Intanto la rete si è riempita di meme e deepfake ispirati al “Coffee gate”: nel bar compaiono virtualmente personaggi come l’ayatollah Mojtaba Khamenei, Donald Trump, Joe Biden, Volodymyr Zelensky ed Emmanuel Macron, fino a versioni ironiche con Tom Cruise in stile “Mission Impossible”.

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Il caso Netanyahu evidenzia un problema sempre più centrale: la difficoltà di distinguere tra realtà e contenuti manipolati. La diffusione di video generati o alterati con l’intelligenza artificiale, unita alla rapidità dei social, rende possibile la nascita e la propagazione di fake news credibili e difficili da smentire.

In un contesto internazionale già segnato dalle tensioni tra Israele, Iran e gli alleati occidentali, la disinformazione diventa così uno strumento di propaganda e guerra ibrida. E il caso delle “sei dita”, del caffè e dell’anello che scompare dimostra quanto sia facile trasformare un dettaglio visivo in una teoria globale.

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