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19 Marzo 2026 - 16:08
Lavori in piazza Gramsci a San Mauro, Bongiovanni: “Mercato e parcheggi si riducono di un terzo”
Da parcheggio spesso poco utilizzato a spazio pubblico più verde e orientato alla socialità. Con l’approvazione del progetto esecutivo avvenuta il 17 marzo, il Comune di San Mauro Torinese ha compiuto il passo decisivo verso la riqualificazione di piazza Gramsci, aprendo la strada alla fase di gara e, successivamente, all’avvio dei lavori.
L’intervento vale complessivamente 1 milione e 237mila euro ed è finanziato attraverso fondi europei FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), con una quota di cofinanziamento comunale pari al 10%. Un aspetto centrale: si tratta di risorse vincolate, che devono rispettare criteri precisi imposti dalla Regione. Tra questi, la restituzione di spazi verdi, la creazione di luoghi di aggregazione sociale e la realizzazione di una “Portineria di comunità”. Non è quindi un progetto completamente libero, ma un intervento che deve muoversi entro binari già tracciati, con il rischio di perdere il finanziamento in caso di modifiche sostanziali.
Nel merito, il piano conferma una trasformazione profonda della piazza: meno asfalto, più verde, nuove alberature e una riorganizzazione dei percorsi per migliorare il collegamento con il Parco fluviale del Po e con le strutture limitrofe. Al centro dell’intervento ci sarà proprio la Portineria di comunità, un padiglione multifunzionale di circa 100 metri quadrati destinato ad attività sociali e culturali. Ma su questo punto restano interrogativi concreti: le funzioni non sono ancora state definite nel dettaglio, e il rischio è quello di creare uno spazio senza una programmazione chiara.
Il progetto oggi sul tavolo è però il risultato di una revisione rispetto alla versione iniziale. Dopo le criticità emerse nel dibattito politico, sono state eliminate alcune strutture considerate più impattanti, come i campi da basket e parte delle attrezzature sportive. Una modifica che va nella direzione di ridurre il disturbo per i residenti.
Un passo avanti riconosciuto anche dal consigliere di minoranza ed ex-sindaco Marco Bongiovanni, che sottolinea come «così va meglio, sicuramente meglio». Ma il giudizio resta tutt’altro che entusiasta: «Io probabilmente l’avrei fatto in un altro posto, non lì vicino alle case», spiega, indicando come alternativa l’area verso gli impianti sportivi, dove l’impatto sarebbe stato minore.
Tra i nodi principali resta quello del mercato, funzione storica della piazza. La nuova configurazione non è ancora stata presentata nel dettaglio, e proprio questo alimenta le preoccupazioni. Il timore iniziale di una riduzione significativa degli spazi – fino a un terzo – viene ridimensionato dalla posizione dell’amministrazione, che parla di una semplice riorganizzazione in spazi più compatti, ma che non dovrebbero influire sul numero complessivo di banchi.

Marco Bongiovanni
Ma il punto, secondo il consigliere pentastellato, è capire se questo equilibrio reggerà nel tempo: «Spero che abbiano fatto i conti sul fatto che gli spazi di oggi domani saranno tutelati nella nuova conformazione».
Altro capitolo delicato è quello dei parcheggi. Anche in questo caso la riduzione prevista si aggira attorno al 30%, con una soluzione che passa dalla riorganizzazione della viabilità, in particolare con il senso unico in via Trento e nuovi stalli lungo la strada. Una scelta che potrebbe però avere ricadute dirette sui residenti. «Non credo che gli abitanti di via Trento siano particolarmente contenti», osserva Bongiovanni, sottolineando come «nelle giornate in cui la piazza era piena per via della piscina, adesso ci saranno dei problemi in più».
Nel complesso, il progetto rappresenta un compromesso tra le esigenze di riqualificazione urbana e le funzioni esistenti. La direzione è chiara: meno parcheggio e più spazio pubblico. Ma piazza Gramsci non è un’area vuota da ridisegnare, bensì un luogo vissuto quotidianamente, dove mercato, sosta e servizi s'intrecciano.
Dal punto di vista amministrativo, il percorso è ormai definito. Il progetto è stato approvato con tutti i pareri necessari, dichiarato di pubblica utilità e potrà ora essere messo a gara senza ulteriori passaggi autorizzativi rilevanti. L’apertura del cantiere si avvicina.
Resta però la domanda di fondo, che accompagna l’intervento fin dalle prime fasi: la nuova piazza riuscirà davvero a funzionare? Perché se è vero che il progetto è stato migliorato rispetto alle versioni iniziali, è altrettanto evidente che diversi nodi – mercato, parcheggi, localizzazione e funzioni reali – sono tutt’altro che risolti.

Rendering della nuova piazza
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