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Lavoro, nell’Alto Piemonte previste 6.800 assunzioni a marzo

Un quarto delle nuove entrate regionali nelle province di Biella, Novara, Vercelli e Vco. Ma oltre il 70% dei contratti sarà a termine e le imprese faticano a trovare personale

Lavoro, nell’Alto Piemonte previste 6.800 assunzioni a marzo

Lavoro, nell’Alto Piemonte previste 6.800 assunzioni a marzo (immagine di repertorio)

Nel mese di marzo 2026 le imprese dell’Alto Piemonte prevedono di attivare circa 6.800 contratti di lavoro. Una quota significativa, pari al 24,7% delle assunzioni complessive stimate in Piemonte, che riguarda le province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola.

Il dato emerge dal bollettino mensile del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, con l’elaborazione del Servizio studi della Camera di commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

Dietro i numeri positivi delle nuove entrate nel mercato del lavoro si nasconde però una fotografia più complessa. In tutte e quattro le province prevalgono infatti contratti a tempo determinato, che rappresentano oltre il 73% delle assunzioni previste.

La domanda di lavoro, inoltre, arriva da una quota relativamente ridotta di imprese. A Vercelli le aziende che prevedono nuove entrate sono il 15% del totale, a Biella il 17%, a Novara il 19%, mentre nel Verbano Cusio Ossola si arriva al 25%.

Un altro elemento che emerge con forza è la difficoltà nel trovare personale. Le imprese segnalano problemi di reperimento che oscillano tra il 44% e il 50% delle posizioni disponibili, un dato ormai ricorrente in molte aree del mercato del lavoro italiano.

In gran parte dei casi le aziende cercano lavoratori con esperienza specifica, preferibilmente nello stesso settore. Questa richiesta riguarda il 60% delle assunzioni a Novara, il 62% a Vercelli, il 67% a Biella e addirittura il 75% nel Verbano Cusio Ossola.

Per quanto riguarda i comparti economici, pur con differenze legate alle caratteristiche dei singoli territori, la domanda di lavoro si concentra soprattutto nei servizi, in particolare nei settori dell’alloggio e ristorazione, del commercio e dei servizi alla persona.

Il quadro che emerge dal bollettino Excelsior conferma quindi una dinamica ormai consolidata: le imprese continuano a cercare lavoratori, ma spesso non trovano le competenze di cui hanno bisogno. Un paradosso che riguarda sempre più territori e che mette in evidenza il divario tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto nei settori dei servizi e del turismo.

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