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13 Marzo 2026 - 15:24
La Via Francigena diventa sentiero di cura e prevenzione. Medici e pazienti in cammino per ridurre le malattie renali
Prenderà il via domenica 15 marzo da Torino la manifestazione Insieme sulla Via Francigena, l’iniziativa che porterà pazienti nefropatici, persone in dialisi, trapiantati di rene, operatori sanitari e cittadini ad attraversare l’Italia lungo lo storico tracciato della Via Francigena, con arrivo previsto a Roma il 7 giugno 2026 al Campidoglio.
L’iniziativa è stata presentata oggi in conferenza stampa, presso la Sala Colonne del Comune di Torino, alla presenza delle istituzioni e dei rappresentanti del sistema sanitario.
Un percorso simbolico e concreto insieme, nato per accendere i riflettori sulla prevenzione delle malattie renali croniche e promuovere una cultura della cura condivisa. Oltre 1000 le persone attese, pronte a prendere parte a questo buen camino che, dopo aver toccato 12 città, si snoderà fino alla capitale, dove si attende l’arrivo di pellegrini da tutta l’Italia.
Prima di avventurarsiungo i sentieri medievali i partecipanti saranno protagonisti di una suggestiva camminata inaugurale di circa 3,5km: una delegazione di medici, pazienti, infermieri, dializzati e nefropatici partirà dall’Ospedale Molinette di Torino e raggiungerà il Monte dei Cappuccini, sede del Museo della Montagna del CAI, per presenziare all’incontro sulla prevenzione delle malattie renali e nuovi farmaci, con i saluti del Presidente del CAI Torino Bruno Roberti e degli organizzatori.
Il percorso ufficiale prenderà il via con la prima tappa in programma domenica 22 marzo e si svilupperà su 21,8 km, con partenza da Pont Saint Martin in Valle d’Aosta e arrivo a Ivrea.
"Con l’iniziativa presentata oggi - commenta la Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo - la via Francigena conferma la sua antica tradizione di cammino di speranza e di solidarietà. Questo progetto promosso dall’ANED, in collaborazione con la Città della Salute di Torino, lancia un forte e positivo messaggio sull’importanza della ricerca e della prevenzione nell’ambito delle patologie renali, valorizzando il lavoro del personale medico e infermieristico, ma anche del volontariato. In più, Insieme sulla Via Francigena dimostra come le persone nefropatiche, dializzate o trapiantate, se adeguatamente sostenute, possano non soccombere alla malattia e dunque non rinunciare a vivere appieno la loro esistenza”.
“Questa esperienza lascerà in ciascuno di noi, organizzatori e partecipanti, un arricchimento personale e un messaggio da custodire: tutti dobbiamo informarci sulla malattia e sulla fragilità che ne deriva” ha dichiarato Giuseppe Vanacore, Presidente ANED. “In particolare, dobbiamo riflettere sul significato del trapianto, esprimendo la nostra volontà in modo consapevole. Il cammino sulla via Francigena di un’intera comunità è un messaggio di fiducia: il diritto alla cura che trova fondamento nella nostra Costituzione e ciò che è parte viva della coscienza del nostro Paese, la solidarietà tra le persone”.
“Sarà un evento capace di unire sport, solidarietà e scienza, parlando a tutta la comunità con un linguaggio positivo e inclusivo all’insegna della promozione della salute, della prevenzione, della attenzione alla persona e dell’accessibilità alla salute. Un’occasione di sensibilizzazione e capace di raggiungere tutti i cittadini, non solo i pazienti e le loro famiglie. Il mio pensiero va a tutti coloro che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole” ha aggiunto Livio Tranchida, Direttore Generale della Città della Salute e della Scienza di Torino.
“È un momento storico per la lotta alle malattie renali, per i progressi e i risultati che si stanno ottenendo in questi ultimi anni con nuovi farmaci nella prevenzione del peggioramento e nel trattamento delle malattie renali e nella gestione della dialisi e del trapianto di rene. È un cammino di medicina che è finalmente diventato decisamente “olimpico”" dichiara Luigi Biancone, Direttore Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Una malattia silenziosa che colpisce sempre più persone
Le malattie renali croniche sono in aumento in Italia e nel mondo e, anche nei Paesi con una sanità avanzata, risultano ancora largamente sotto diagnosticate. Negli stadi iniziali, fino al 77% delle persone affette non sa di avere un problema renale. I sintomi, infatti, compaiono spesso solo quando la malattia è già in fase avanzata.
In Piemonte si stima che circa il 30% delle persone che iniziano la dialisi fino a poco tempo prima ignorasse la propria condizione. Un dato che evidenzia l’urgenza di fare informazione e promuovere diagnosi precoce: prima si conosce la malattia, più efficaci possono essere le cure.
Le cause più frequenti di insufficienza renale cronica sono il diabete, l’ipertensione arteriosa, le glomerulonefriti, le malattie renali policistiche e alcune patologie autoimmuni.
Negli ultimi anni sono disponibili nuovi farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia, rendendo ancora più centrale la prevenzione.
Quando la funzione renale si esaurisce, la sopravvivenza è garantita dalla dialisi o dal trapianto di rene, che rappresenta la migliore opzione terapeutica quando possibile. Accanto alle terapie, restano comunque fondamentali stili di vita equilibrati, attenzione all’alimentazione e attività motoria regolare.
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Un cammino come metafora della cura
Insieme sulla Via Francigena si articola in 12 tappe lungo l’Italia, coinvolgendo strutture nefrologiche, centri trapianto, associazioni e comunità locali.
Il progetto è stato ideato dagli infermieri dei Centri di Emodialisi “CTO” e “Farinelli” (in particolare Silvia Ambrosio e Roberta Mingolla), sotto la Direzione del professor Luigi Biancone (Direttore della Nefrologia, Dialisi e Trapianto e del Centro Trapianti di Rene della Città della Salute e della Scienza di Torino), in collaborazione con ANED – Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto APS.
Hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa numerosi enti e associazioni, tra cui AVIS, Club Alpino Italiano – Sezione Torino (CAI), Società Italiana di Nefrologia, Centro Nazionale Trapianti, Regione Piemonte, Comune di Torino.
La scelta della domenica per le tappe è significativa, in quanto consente la partecipazione delle persone in emodialisi, essendo l’unico giorno in cui i Centri Dialisi non sono operativi se non per emergenze. La partecipazione è aperta a tutti: operatori sanitari, pazienti, familiari e cittadini.
Al termine della camminata inaugurale del 15 marzo, aperta a tutti senza iscrizione, si terrà un momento informativo dedicato alla prevenzione delle malattie renali, alle nuove cure e alla diffusione della cultura del dono a scopo di trapianto.
“Insieme sulla Via Francigena” è un invito a camminare insieme, simbolicamente e concretamente, lungo un percorso di prevenzione, consapevolezza e solidarietà. Perché la consapevolezza è il primo passo per battere la malattia.
Trapianti, liste d’attesa e opposizioni alle donazioni. I numeri
Il trapianto in Italia rappresenta un’eccellenza clinica e organizzativa riconosciuta a livello internazionale. Nel 2025 sono stati effettuati in Italia ben 4500 trapianti. Ma, a differenza di qualunque altro intervento, il trapianto può esistere solo se esiste un organo disponibile. Senza donazione non c’è trapianto. Senza una volontà espressa in vita, non c’è possibilità di cura per chi attende.
Le statistiche ci ricordano un dato semplice e spesso ignorato: è molto più probabile avere bisogno, nel corso della vita, di un trapianto, che diventare effettivamente donatori. Questo significa che la cultura della donazione non è un gesto che riguarda “gli altri”, ma una forma concreta di tutela reciproca.
Dal 2012 ad oggi nei Comuni italiani sono state raccolte poco meno di 24 milioni di dichiarazioni sulla donazione degli organi, da parte di cittadini impegnati nel rinnovo del proprio documento di identità. Il 34% dei cittadini si è esplicitamente opposto alla donazione degli organi post mortem.
Nei primi due mesi del 2026, le dichiarazioni sono state 812mila. Di queste il 40,9% ha comunicato l’opposizione alla donazione degli organi.
Nel frattempo le liste d’attesa continuano ad allungarsi. In particolare per quanto riguarda le donazioni di rene. Ad oggi risultano presenti in lista d’attesa 7.542 persone e il tempo medio di attesa a livello nazionale è di poco superiore ai 3 anni.
Un dato destinato ad alzarsi, visto che, negli ultimi due anni, il numero di trapianti di reni effettuati è notevolmente diminuito, passando dai 2031 del 2024 ai 1850 del 2025.
Insieme sulla Via Francigena vuole essere anche un messaggio di responsabilità collettiva: camminare insieme significa diffondere consapevolezza, promuovere la cultura della prevenzione e della donazione, e ricordare a tutti che la salute è un bene da tutelare con cura e solidarietà.
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