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Sagre e Pro loco, il Piemonte chiede meno burocrazia

In Regione, ordine del giorno approvato all’unanimità per chiedere al Governo tutele per il volontariato

Il vicepresidente della Regione Piemonte, Franco Graglia

Il vicepresidente della Regione Piemonte, Franco Graglia

Sagre, fiere di paese, feste patronali. Dietro a ogni tavolo di legno, dietro a ogni piatto servito sotto i tendoni delle piazze piemontesi, ci sono volontari che dedicano tempo e energie per mantenere vive tradizioni che fanno parte dell’identità dei territori. Ed è proprio per difendere questo mondo che il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Franco Graglia (Forza Italia), ha portato in aula un ordine del giorno approvato all’unanimità, con cui si chiede di tutelare le associazioni di volontariato dalle nuove norme del terzo settore e da una burocrazia ritenuta troppo stringente.

Il provvedimento nasce dalla preoccupazione per alcune disposizioni della riforma del terzo settore che, secondo Graglia, rischierebbero di mettere in difficoltà molte Pro loco e associazioni locali, soprattutto quando organizzano fiere e sagre popolari. Il nodo riguarda in particolare le attività di somministrazione di cibo e bevande, che secondo le nuove interpretazioni normative potrebbero assimilare le Pro loco a enti commerciali, con tutte le conseguenze fiscali e amministrative che ne derivano.

Una prospettiva che, secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, rischia di appesantire il lavoro delle associazioni di volontariato, già impegnate tra bilanci, adempimenti e gestione degli eventi.

«Conosco le qualità e l’impegno delle Pro loco e degli enti del terzo settore – sottolinea Graglia – ma soprattutto ne conosco le difficoltà e i sacrifici ed è per questo che, in sintonia con il governatore Alberto Cirio, mi impegno per sostenere queste realtà attraverso contributi economici, ordini del giorno e partecipazione».

Il governatore Alberto Cirio

Il riferimento è a una rete associativa che in Piemonte – e in particolare nella Granda, la provincia di Cuneo – rappresenta da decenni un pilastro della vita sociale.

«Le associazioni di volontariato sono il cuore pulsante di una Granda che lavora a testa bassa per valorizzare tradizioni, paesaggio ed enogastronomia – prosegue Graglia – e che ogni anno attrae visitatori e turisti sempre più numerosi».

Un patrimonio fatto di sagre, feste di paese, eventi culturali e manifestazioni gastronomiche, spesso organizzati interamente da volontari che dedicano serate e weekend alla preparazione degli eventi. Manifestazioni che non hanno solo un valore ricreativo, ma rappresentano anche un importante motore turistico ed economico per i piccoli centri.

Proprio per questo, secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, la riforma del terzo settore presenta alcuni aspetti che non tengono sufficientemente conto della realtà concreta delle associazioni locali.

«Proprio perché conosco a fondo queste realtà – rimarca Graglia – ho intuito subito che nella riforma del terzo settore c’erano norme che non aiutavano, anzi penalizzavano le associazioni del territorio».

Da qui la decisione di promuovere un ordine del giorno con cui il Consiglio regionale chiede al Governo una revisione delle disposizioni più problematiche, affinché il mondo del volontariato non venga schiacciato da nuovi obblighi amministrativi.

Secondo Graglia il rischio è che burocrazia e nuovi adempimenti possano scoraggiare proprio quelle realtà che tengono viva la vita dei paesi.

«Così mi sono attivato per impegnare il Consiglio regionale a chiedere modifiche affinché Pro loco e associazioni di volontariato non vengano soffocate da burocrazia, cambi strutturali e amministrativi».

Particolare attenzione viene posta alle sagre e alle manifestazioni popolari, considerate da Graglia il fiore all’occhiello delle Pro loco.

Il punto più critico riguarda la possibilità che la vendita di alimenti e bevande durante fiere e sagre faccia rientrare le associazioni nella categoria degli enti commerciali, con un conseguente aumento di tasse, obblighi fiscali e procedure amministrative.

Uno scenario che, secondo i promotori dell’iniziativa, rischierebbe di mettere in difficoltà molte realtà locali, soprattutto nei piccoli comuni dove le sagre rappresentano spesso l’evento principale dell’anno.

«Impegnare il Consiglio regionale a chiedere al Governo una modifica di queste norme – conclude Graglia – attraverso misure specifiche di tutela e salvaguardia, prendendo in considerazione la realtà delle Pro loco, è di fondamentale importanza».

L’approvazione unanime dell’ordine del giorno rappresenta dunque un segnale politico trasversale, con il Consiglio regionale del Piemonte che si schiera compatto a difesa di un mondo fatto di volontari, tradizioni e identità locali.

Un mondo che, tra pentoloni fumanti, tavolate di legno e piazze illuminate a festa, continua a rappresentare uno dei volti più autentici della vita dei territori.

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