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11 Marzo 2026 - 19:37
Domenico Ravetti
Il sistema delle visite medico-sportive in Piemonte non sarebbe sotto controllo e mancherebbero dati fondamentali per verificare se agli atleti minorenni venga realmente garantita la gratuità prevista dalla normativa. A denunciarlo è Domenico Ravetti (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale, dopo la presentazione in IV Commissione del report sui tempi di attesa e sull’organizzazione delle visite sportive, richiesto dal Partito democratico.
«L’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ha sotto controllo il sistema pubblico e privato che assicura ai giovani atleti il certificato medico per le attività sportive agonistiche? Leggendo il report presentato in Commissione la risposta è: no», afferma Ravetti.
Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, i dati forniti dalle aziende sanitarie delineano un quadro “caotico e del tutto incompleto”, che non permette di comprendere quanti certificati siano rilasciati gratuitamente ai minorenni e quanti invece a pagamento.
La normativa prevede infatti che gli atleti minorenni e le persone con disabilità abbiano diritto alla visita gratuita, organizzata dalle società sportive attraverso le strutture pubbliche delle Asl o presso centri privati convenzionati, con costi a carico del sistema sanitario. Le famiglie, se lo desiderano, possono comunque rivolgersi autonomamente a strutture private pagando la visita.
Dal report, però, mancano le informazioni essenziali. «In nessun riquadro è riportata la suddivisione tra minorenni e maggiorenni – sottolinea Ravetti – e di conseguenza non si sa quante visite siano gratuite e quante a pagamento».
L’unico dato parzialmente leggibile riguarda la Asl di Novara, dove nel 2025 risultano 20.208 visite complessive, di cui 16.077 effettuate nel privato e 4.131 nel pubblico. Anche in questo caso, tuttavia, non viene indicato quante visite riguardino i minorenni né quante siano state erogate gratuitamente.
Nel resto del Piemonte, sostiene Ravetti, la situazione è ancora più confusa. Ad Asti e nel territorio della To5 non risultano servizi pubblici, diverse aziende sanitarie riportano soltanto i dati del pubblico o soltanto quelli complessivi, mentre altre non indicano nemmeno i tempi di attesa.
Quando presenti, le tempistiche per ottenere una visita variano da pochi giorni a diversi mesi, con punte che arrivano fino a quattro mesi nel Verbano-Cusio-Ossola.
In questo contesto, Ravetti critica anche l’iniziativa legislativa della maggioranza regionale, che ha presentato una proposta di legge per introdurre una visita medica facoltativa di orientamento allo sport per i ragazzi tra gli 8 e i 14 anni, con un contributo regionale fino a 50 euro.
«Non si sa se è garantita la gratuità per una visita obbligatoria e si pretende uno sconto per una visita facoltativa», osserva l’esponente dem.
Per fare chiarezza, il Partito democratico annuncia un’azione ispettiva. «Procederemo con un accesso agli atti in tutte le aziende sanitarie piemontesi – conclude Ravetti –. La nostra attività ispettiva sarà molto accurata».
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