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Prali, riaprono le miniere di talco dell’Ecomuseo della Val Germanasca

Un patrimonio minerario che racconta la storia della valle

Prali, riaprono le miniere di talco

Prali, riaprono le miniere di talco dell’Ecomuseo della Val Germanasca

Tornano visitabili le storiche miniere di talco della Val Germanasca. Da sabato 14 marzo riprendono infatti le visite guidate nelle ex miniere Paola e Gianna di Prali, uno dei siti di archeologia industriale più affascinanti del Piemonte, oggi gestito dall’Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca.

Anche per il 2026 la Città metropolitana di Torino riconosce con il proprio patrocinio il valore culturale e storico delle attività dell’Ecomuseo, realtà che dagli anni ’90 lavora per valorizzare la memoria mineraria e le tradizioni delle Valli Chisone e Germanasca.

Per decenni l’attività estrattiva del talco è stata il motore economico della valle, influenzando profondamente il paesaggio, la vita quotidiana e l’identità delle comunità locali. Le miniere di Prali erano conosciute in tutto il mondo per la qualità del talco bianco purissimo, utilizzato in numerosi settori industriali.

Alla fine degli anni ’80 però la coltivazione del talco sembrava destinata a scomparire. Il patrimonio minerario rischiava di andare perduto: macchinari, strutture e archivi rischiavano di deteriorarsi e con loro anche la memoria del lavoro dei minatori e delle tecnologie utilizzate.

Per evitare questa perdita, nel 1993 l’allora Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca avviò un progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio minerario, ispirandosi a esperienze già sviluppate con successo in altri Paesi europei come Gran Bretagna, Francia, Germania e Austria.

Il progetto prese forma nel 1998 con la nascita di “ScopriMiniera”, il percorso di visita guidata all’interno delle gallerie della miniera Paola, pensato per raccontare ai visitatori la vita e il lavoro dei minatori della Val Germanasca.

Nel tempo l’iniziativa ha contribuito a creare un importante movimento turistico e nuove opportunità occupazionali, rafforzando il legame tra cultura, ambiente e sviluppo locale.

I risultati ottenuti hanno portato nel 2003 al riconoscimento ufficiale dell’Ecomuseo del territorio della Val Germanasca da parte della Regione Piemonte, consolidando il progetto come realtà culturale di riferimento per il territorio.

Accanto a ScopriMiniera è nato anche il percorso ScopriAlpi, all’interno della miniera Gianna, che offre un’esperienza unica dal punto di vista geologico. Qui è possibile osservare il punto in cui rocce nate negli oceani della Tetide sovrastano rocce di origine continentale, confermando la teoria della formazione delle Alpi dovuta allo scontro tra la placca africana e quella europea.

Le gallerie della miniera Gianna, scavate fino a quasi due chilometri sotto la superficie, hanno infatti intercettato il contatto tra le due placche tettoniche, lasciando visibile quella che viene definita la “cicatrice geologica” dello scontro avvenuto circa 65 milioni di anni fa.

Il percorso conduce i visitatori attraverso gallerie, cunicoli e strutture minerarie realizzate oltre sessant’anni fa e utilizzate fino al 1995 per l’estrazione del talco.

L’esperienza dura circa tre ore ed è arricchita da cartografie, videoproiezioni, installazioni multimediali, luci, suoni e narrazioni, pensate per accompagnare i visitatori alla scoperta della storia mineraria e della geologia delle Alpi.

Per il 2026 l’Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca resterà aperto dal 14 marzo al 15 novembre.

Tutte le visite sono su prenotazione e le informazioni dettagliate su percorsi, attività didattiche e orari sono disponibili sul sito www.ecomuseominiere.it oppure contattando la biglietteria all’indirizzo info@ecomuseominiere.it.

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