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Cronaca

Cuccioli rinchiusi tra rifiuti a Torino: scoperti sei malinois e la madre in uno stabile abbandonato, scatta la denuncia

La scoperta nel quartiere Madonna di Campagna dopo la segnalazione dei residenti. LNDC Animal Protection rilancia l’allarme sul traffico illegale di animali e chiede di vietare la vendita online

 LNDC Animal Protection denuncia e rilancia la petizione per fermare la vendita di animali online

LNDC Animal Protection denuncia e rilancia la petizione per fermare la vendita di animali online (foto di repertorio)

Sei cuccioli di pastore belga malinois e la loro madre rinchiusi in uno stabile abbandonato, tra rifiuti ed escrementi, probabilmente destinati alla vendita illegale. È la scena che si sono trovati davanti gli agenti della Polizia intervenuti a Torino, nel quartiere Madonna di Campagna, dopo la segnalazione di alcuni residenti insospettiti da un continuo via vai di persone che trasportavano cuccioli di razza all’interno dell’edificio.

L’episodio ha portato alla denuncia di un uomo di 30 anni, mentre gli animali sono stati messi in sicurezza. Sulla vicenda è intervenuta anche LNDC Animal Protection, che ha annunciato di aver sporto denuncia e ha rilanciato la propria campagna contro il commercio di animali online.

Secondo quanto ricostruito, i cuccioli e la madre erano rinchiusi nello stabile in condizioni considerate incompatibili con il benessere animale. L’episodio rappresenterebbe, secondo l’associazione, l’ennesimo caso legato al mercato illegale dei cuccioli, un fenomeno che negli ultimi anni continua a crescere soprattutto grazie alla facilità con cui è possibile pubblicare annunci su internet.

«Ci troviamo ancora una volta di fronte alle conseguenze del mercato illegale di cuccioli, un fenomeno che prospera soprattutto grazie agli annunci online e alla facilità con cui è possibile vendere animali senza controlli», ha dichiarato Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection.

«La sofferenza di questi animali dimostra quanto sia urgente intervenire con norme più severe e strumenti efficaci di controllo», ha aggiunto.

Proprio per questo motivo l’associazione è tornata a richiamare l’attenzione sulla petizione lanciata per chiedere lo stop alla vendita di animali su internet. L’obiettivo è sollecitare Parlamento e Governo ad approvare norme che vietino il commercio di animali attraverso piattaforme digitali, considerate uno dei principali canali utilizzati per traffici illegali, allevamenti abusivi e situazioni di maltrattamento.

«Dietro un annuncio di vendita apparentemente innocuo si nasconde spesso una realtà fatta di sfruttamento, cucciolate clandestine e animali tenuti in condizioni terribili», ha spiegato ancora Rosati.

«È necessario agire alla radice del problema: limitare drasticamente la vendita di animali su internet e rafforzare i controlli», ha concluso.

L’associazione ha inoltre annunciato che continuerà a seguire da vicino il caso emerso a Torino e a sostenere iniziative contro il traffico illegale di animali. Allo stesso tempo ha invitato i cittadini a non acquistare animali online e a scegliere invece l’adozione responsabile nei canili e nei rifugi, considerata l’unica strada per contrastare davvero il mercato clandestino dei cuccioli.

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