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Costume e società

Cosmo lancia il suo nuovo tour: la nuova estate del pop elettronico italiano è “made in Ivrea”

Dal Seeyousound Festival di Torino ai concerti estivi: l’artista eporediese annuncia una tournée speciale (e con un orario insolito)

Cosmo lancia il suo nuovo tour: la nuova estate del pop elettronico italiano è “made in Ivrea”

Cosmo lancia il suo nuovo tour: la nuova estate del pop elettronico italiano è “made in Ivrea”

Nel panorama della musica italiana contemporanea esistono artisti che inseguono le classifiche e altri che costruiscono lentamente un immaginario. Il cantante eporediese Cosmo appartiene alla seconda categoria. Quando annuncia un tour, non è mai soltanto un elenco di date: è piuttosto il segnale che una nuova fase del suo percorso sta prendendo forma.

È successo di nuovo in questi giorni con l’annuncio del “La Fonte Matinée Tour 2026”, una tournée che attraverserà l’Italia tra primavera ed estate. Il calendario, ancora in aggiornamento, parte il 24 maggio al Mi Ami Festival di Milano, uno dei luoghi simbolo della scena indipendente italiana, per poi passare da Firenze il 2 giugno, Cesenatico il 5 luglio, Bard il 12 luglio, Lamezia Terme il 12 agosto e Ostuni il 15 agosto. Date sparse su tutta la penisola, tra festival consolidati e spazi che negli ultimi anni hanno intercettato la nuova geografia della musica dal vivo.

Per chi segue da tempo Marco Jacopo Bianchi, in arte "Cosmo", questo è un passaggio quasi naturale. Il cantante, nato a Ivrea nel 1982, ha costruito negli anni un percorso che attraversa generi e contesti diversi: la scena indie degli anni Duemila, il clubbing europeo, il pop elettronico italiano e una dimensione sempre più collettiva della musica live.

Prima di diventare Cosmo, Bianchi era il frontman dei Drink to Me, gruppo eporediese che aveva conquistato un posto nella scena alternativa italiana con un rock sperimentale e cosmopolita. La svolta arriva però con la carriera solista, quando decide di portare dentro la forma canzone la grammatica della musica elettronica. Album come “L’ultima festa”, “Cosmotronic” e “La terza estate dell’amore” hanno ridefinito il modo in cui in Italia si può fare pop: meno radiofonico, più legato alla dimensione del ballo e della notte.

Le sue canzoni funzionano su due livelli diversi. Da una parte restano canzoni pop — melodie riconoscibili, testi che parlano di relazioni, amicizie, inquietudini generazionali — dall’altra sono costruite su architetture elettroniche che arrivano dalla house, dalla techno, dal clubbing internazionale. Il risultato è un suono che non appartiene davvero a nessuna scena specifica e che proprio per questo riesce a dialogare con pubblici diversi.

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Negli ultimi anni, Cosmo ha spinto ancora oltre questa idea di musica come esperienza collettiva. Il progetto più emblematico è stato quello legato alla cosiddetta “Prima Festa”, un grande evento live organizzato a Torino insieme all’etichetta 42 Records e alla società DNA Concerti in un momento delicato per il settore della musica dal vivo. Non un semplice concerto, ma una festa pensata come spazio di comunità, in cui il pubblico diventava parte integrante dello spettacolo.

Da quell’esperienza è nato anche “La Prima Festa”, un docufilm diretto da Pietro Fuccio che racconta la genesi di quell’evento e, più in generale, il tentativo di ripensare il concerto come rito collettivo. Il film non è stato distribuito nelle sale né sulle piattaforme: un esperimento dichiarato, volutamente effimero. L’unica occasione per vederlo è stata la proiezione speciale al Seeyousound Festival di Torino, la rassegna internazionale dedicata al cinema musicale che negli ultimi anni ha trasformato il capoluogo piemontese in uno dei punti di incontro tra immagini e suoni.

La presenza di Cosmo al festival torinese non è stata "di facciata". Torino e il Piemonte sono territori che hanno sempre avuto un rapporto particolare con la musica elettronica e con le culture della notte. Cosmo arriva proprio da lì, da una provincia — Ivrea — che negli ultimi decenni ha prodotto una sorprendente quantità di esperimenti culturali e musicali.

Il suo percorso racconta bene questa origine. Bianchi non ha mai cercato il ruolo della popstar tradizionale. Ha preferito costruire lentamente un progetto artistico che potesse vivere tra concerti, DJ set, festival e collaborazioni. La sua musica non nasce soltanto in studio: nasce soprattutto nei contesti in cui viene suonata, nelle piste da ballo, nei festival estivi, nei club dove la distinzione tra palco e pubblico tende a scomparire.

Il La Fonte Matinée Tour 2026 sembra muoversi proprio in questa direzione. Le location scelte — dal Mi Ami milanese al Forte di Bard in Valle d’Aosta fino ai festival del Sud — raccontano una tournée pensata per ambienti diversi, spesso all’aperto, dove la musica diventa esperienza condivisa più che semplice performance.

Non è soltanto una questione di suono, ma di visione. Cosmo tratta la musica come uno spazio sociale: qualcosa che esiste davvero solo quando viene condiviso. Ogni concerto, ogni festival, ogni progetto audiovisivo diventa un tentativo di costruire per qualche ora una piccola comunità temporanea.

Il nuovo tour, in questo senso, non rappresenta soltanto il ritorno di un artista sul palco. È un altro capitolo di una storia che da anni prova a dimostrare che anche nella musica pop italiana si possono ancora inventare forme nuove. E che a volte le idee più interessanti nascono lontano dai grandi centri, in luoghi come Ivrea, dove la distanza dai riflettori lascia più spazio all’immaginazione.

Cosmo

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